Avo Carpi in visita da Mons. Castellucci

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«Quest’anno la nostra associazione ha compiuto 33 anni, un numero emblematico. Delle persone, si dice che questa è l’età in cui si fa tesoro delle esperienze passate e si progetta il futuro con uno sguardo più maturo ed così anche per la nostra realtà».

Roberto Andreotti è il nuovo presidente di Avo Carpi (associazione volontari ospedalieri), è un vulcano di energia e ringrazia i 50 volontari che costituiscono l’ente, un gruppo unito e motivato che sta attraversando questo periodo con particolare forza e tenacia, «un periodo in cui ci sentiamo e dobbiamo continuare a sentici tutti attori e nessuno protagonista – sostiene Roberto richiamando Rosanna Borali, presidente uscente, colonna storica di Avo Carpi che per molti mandati ha condotto con amore e onore l’associazione – La pandemia ha accelerato questo processo di conversione. Inizialmente, il non poter più svolgere il nostro servizio storico, in corsia, assieme alla paura di questo virus, ci ha storditi e qualcuno ha anche pensato che non saremmo mai più tornati in corsia a fare visita, ascoltare e fare compagnia agli ammalati. Ma poi, tenendoci uniti, con contatti telefonici e video incontri, facendoci forza reciprocamente, abbiamo capito che dovevamo ripensare al nostro futuro, uscendo dal nostro solito, forse abitudinario servizio».

Grazie a un’idea della volontaria Milena Zanetti, i componenti di Avo Carpi, che recentemente sono anche stati in visita da Mons. Erio Castellucci, hanno rimodulato la propria attività tradizionale in corsia iniziando a fare qualche turno di servizio all’accettazione del sito vaccinale del distretto; oggi sono diversi i volontari impegnati in questo servizio e con molti turni e fra questi anche tre ragazze poco più che maggiorenni, che si sono iscritte ad Avo di recente.

«Il ricambio generazionale è per noi fondamentale, abbiamo bisogno di giovani – conclude Roberto – Il tipo di volontariato che facciamo noi, in ospedale o in altre strutture, direttamente a contatto con il dolore fisico e morale, la solitudine non è certo il più facile ma le persone che incontriamo, la loro gratitudine è la ricompensa più grande».

Per informazioni e comunicare la propria disponibilità a collaborare come volontari è possibile scrivere a avocarpi@ausl.mo.it