Modena – Ex Diurno, un bando rivolto al terzo settore per gestire gli spazi di accoglienza

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Scade il 20 marzo l’avviso pubblico rivolto a enti del terzo settore per selezionare chi garantirà servizi di informazione, culturali e tecnologici. Tra le richieste quella di un nome per gli spazi

Enti e associazioni del Terzo settore hanno tempo fino al 20 marzo per partecipare all’avviso pubblico per assegnare la gestione dei servizi di accoglienza che caratterizzeranno gli spazi dell’ex Albergo Diurno di piazza Mazzini (culturali, informativi, di intrattenimento e tecnologici). Il bando è pubblicato con moduli e informazioni sul sito web del Comune (www.comune.modena.it).

Al futuro gestore, singolo o associato, verranno concessi spazi per 173 metri quadri complessivi, arredati per un utilizzo modulare e già dotati di tecnologie digitali: attrezzatura multimediale (impianto audio/video, proiettori, tavolo touch screen) e possibilità di proiettare contenuti multimediali immersivi realizzati dal Comune. Un’ulteriore dotazione concessa riguarda l’arredo funzionale alle attività (box deposito bagagli, sedute sala riunioni e relax, postazioni ricarica cellulari e altro).

La concessione è prevista per due anni, rinnovabili per altri due, a soggetti con capacità tecnico professionali adeguate alla struttura, che è caratterizzata da una forte identità per il centro storico e per tutta la città, dovrà fornire servizi a turisti e cittadini, ed essere un punto di riferimento anche per l’associazionismo culturale, commercianti e imprese.

“Questo avviso – sottolinea Ludovica Carla Ferrari, assessora a Promozione della Città e Turismo – è un ulteriore passo di un percorso iniziato da una fase di ascolto con la consultazione pubblica online “#chenepensi”, proseguito con una fase di progettazione di soluzioni nel più ampio progetto per piazza Mazzini, sfociato nella fase di finanziamento, avvio e realizzazione lavori, per chiudersi con l’affidamento. Chiediamo anche di proporre un nome per i nuovi spazi, che il Comune valuterà. Obiettivo – conclude Ferrari – è aggiungere un tassello alla qualità dell’accoglienza di Modena anche per esser pronti a intercettare la ripartenza del turismo post Covid”.

La selezione, da parte di una commissione, avverrà attraverso la valutazione di un progetto per la realizzazione di attività culturali, aggregative, di intrattenimento e digitali che valorizzino gli spazi e il centro storico. Richiesta anche l’organizzazione di un programma di attività, utilizzando la dotazione tecnologica presente.  

Nel piano di promozione dovranno essere comprese anche ipotesi di “naming” degli spazi, che dovranno essere collegate alla tradizione del luogo, alla proposta di identità, al posizionamento e alle caratteristiche dell’offerta di attività. Il Comune si riserva la facoltà di scegliere, sulla base del progetto selezionato, il nome definitivo da assegnare agli spazi concessi.

È previsto un canone di concessione annuale di 1.240 euro (Iva compresa, calcolato in base al Regolamento comunale), ma anche un contributo del Comune di 20 mila euro all’anno per i primi due anni di gestione a parziale copertura dei costi. Il gestore, infatti, dovrà sostenere le spese per realizzare le attività previste nel progetto, per l’apertura continuativa degli spazi, le pulizie e ogni altra spesa gestionale connessa all’attività. I costi di utenze, connessione, manutenzione ordinaria e straordinaria impianti, così come la manutenzione straordinaria dell’immobile, invece, sono in carico al Comune.

Sono cinque i criteri che la commissione incaricata valuterà per l’assegnazione dei punteggi fino a 100 punti. Valgono massimo 30 punti ciascuno il progetto di gestione degli spazi, comprensivo di giorni e orari di apertura, e il programma delle attività, continuative (servizio accoglienza, attività di formazione, servizio bagagli) e temporanee (mostre, eventi, presentazioni, proiezioni video, conferenze/dibattiti). Valgono massimo 15 punti ognuno la capacità di coinvolgimento di pubblici diversi e di costruire relazioni progettuali – ad esempio con musei, Ago e Laboratorio aperto – e la capacità di coinvolgere attività economiche di piazza Mazzini e del centro. Fino a 10 punti, infine, si assegnano per la qualità dei servizi dedicati ai visitatori della città (turisti, escursionisti, italiani e stranieri) con particolare riferimento ai servizi di deposito bagagli, ricarica cellulare, spazio relax per famiglie e bambini, con attenzione anche a proposte di collaborazioni con l’Ufficio informazioni e accoglienza turistica (Iat), il sistema associativo delle guide turistiche e tour operator.

Per partecipare al bando è obbligatorio un sopralluogo da richiedere secondo le modalità indicate nell’avviso pubblicato, che contiene le linee guida progettuali e gli standard di gestione minimi per le attività e dà possibilità, tra l’altro, di affittare gli spazi concessi (ad esempio noleggio sale).