Volontariato e spostamento tra comuni diversi

Si segnala che la circolare del ministero degli interni del 3/11/2020 alla voce “Divieti di spostamenti”, e precisamente a pag 5 cita espressamente “Per quanto riguarda, invece, gli spostamenti che avvengano dopo le 22.00 e fino alle 5.00, si ritiene utile precisare che devono ritenersi consentiti anche quelli che si riconnettono ad attività assistenziali svolte, nell’ambito di un’associazione di volontariato, anche in convenzione con enti locali, a favore di persone in condizione di bisogno o di svantaggio. Conseguentemente, per lo spostamento legato a tali attività, potrà addursi a motivo giustificativo l’espletamento del servizio di volontariato sociale”.

Coprifuoco e divieto di spostamento  vanno intese come assimilabili. Si ritiene pertanto che i volontari che svolgono le attività citate possono spostarsi con autocertificazione. A questo proposito si suggerisce di mutuare l’esperienza dello scorso lockdown,  in cui i volontari erano dotati di attestazione di appartenenza all’associazione e di svolgimento di specifica attività.

Ad ulteriore conferma, si rimanda inoltre alle FAQ della Presidenza del Consiglio, fra cui figura la seguente che , per estensione, può essere riferita alle attività di volontariato svolte nell’ambito dell’emergenza, anche se non strettamente sanitarie:

“Sono un volontario della protezione civile: posso spostarmi dal comune in cui attualmente mi trovo per prestare la mia attività nell’ambito della gestione dell’emergenza? Sì, il divieto di spostarsi dal comune in cui ci si trova non riguarda coloro che svolgono attività di volontariato nell’ambito del Servizio nazionale di protezione civile o che siano comunque impegnati come volontari per fronteggiare l’emergenza sanitaria in corso (ad es., i volontari della Croce Rossa Italiana)”