Raccolta fondi: il non profit ha reagito all’emergenza, ma restano ombre sul futuro

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È un quadro in controluce quello relativo alle entrate del non profit che pone degli interrogativi sulla sostenibilità di risorse per una parte importante delle organizzazioni italiane, ma mostra anche una forte capacità di reazione all’emergenza sanitaria ancora in corso. A ricostruirlo è l’Istituto Italiano della Donazione (IID) che ha presentato oggi (venerdì 2 ottobre) il Rapporto “Noi doniamo – Edizione 2020” che contiene anche una ricerca fondamentale per capire l’andamento recente e attuale del terzo settore: la consueta indagine campionaria sulle raccolte fondi del non profit. Relativa ai bilanci 2019 e giunta alla diciottesima edizione, è stata arricchita con un focus specifico dedicato all’impatto dell’emergenza Covid, creando una preziosa serie “storica” con la precedente indagine svolta in aprile scorso.

“Il quadro che emerge – spiega il Presidente IID Stefano Tabò – deve essere analizzato attentamente perché mostra tendenze in parte contrastanti e che hanno ancora bisogno di una lettura approfondita. Se è evidente che già nel 2019 alcune tendenze negative erano in corso, il 2020 ha accentuato tali tendenze, fornendo però anche la possibilità di reagire a molte organizzazioni che hanno migliorato le proprie raccolte fondi. IID continuerà a monitorare questo fondamentale ambito di operatività per il non profit, cercando di fornire ai suoi associati e non solo delle qualificate chiavi di lettura”.  

Chi sale e chi scende: verso una polarizzazione anche del non profit? 
L’indagine IID ricostruisce la tendenza delle raccolte totali: nel 2019 è salito dal 35% al 42% il numero delle organizzazioni non profit (ONP) che afferma di aver aumentato le proprie entrate complessive, ma sale anche dal 30% al 38% quello delle realtà che hanno visto una diminuzione. A calare non è la generosità dei cittadini (sostanzialmente stabile per una realtà su due e in crescita per il 30% di loro), ma soprattutto i contributi da parte di fondazioni erogative e aziende. In particolare, le donazioni da aziende sono calate nel 2019 per il 38% delle ONP (erano in calo solo nel 16% dei casi nel 2018), anche se crescono alti tipi di sostegno dalle imprese: forniture gratuite o scontate di beni e servizi e progetti di volontariato aziendale sperimentato già nel 27% del campione.   

I principali strumenti di raccolta fondi e le criticità 
Nel 2019 l’accesso ai bandi è stato il principale strumento di raccolta fondi (il più utilizzato dal 19% delle ONP), ma anche gli eventi continuano a rivestire un’importanza fondamentale (per il 13% è il mezzo più utilizzato) dietro alle iniziative di piazza (14%) e accanto al direct mailing (sempre 13%). Non esplode invece la raccolta fondi online, stabile per il 75% delle ONP, mentre le preoccupazioni rispetto al futuro arrivano dalla assenza di strategie innovative (35%), la concorrenza (33%), la scarsità di nuovi donatori (20%).    

L’impatto dell’emergenza Covid: il non profit ha reagito ma ci sono ombre sul futuro 
Più della metà del campione indagato da IID (52%) esprime una previsione di calo delle raccolte fondi per il futuro, il 33% un aumento e un 15% una stabilità.

“L’emergenza sanitaria ha già avuto un impatto notevole sulle entrate del non profit – spiega il Segretario Generale IID Cinzia Di Stasio – e per questo abbiamo avviato un monitoraggio costante del terzo settore, e in particolare delle dinamiche relative alla raccolta fondi e al volontariato, con lo scopo di individuare tempestivamente le tendenze in atto e l’evolvere della situazione in tale ambito. Nel mese di marzo 126 organizzazioni hanno partecipato al primo questionario #IlDonoNonSiFerma e hanno fornito una fotografia istantanea delle modificazioni causate dall’emergenza nelle loro attività ordinarie, nella raccolta di fondi, nel rapporto con i beneficiari e con i volontari. Il secondo rilevamento si è svolto su 128 realtà nei mesi di luglio e agosto e abbinato all’indagine sulle raccolte fondi”

Col passare dei mesi il colpo è stato in parte attutito dalle organizzazioni non profit: inizialmente il 77% degli enti lamentava un decremento nella propria raccolta e il 34% dichiarava di aver perso più del 50% dei proventi. Con il secondo monitoraggio le ONP in calo sono il 62% e “solo” il 20% rientra nella fetta più colpita. Raddoppia, inoltre, la quota delle ONP che dichiarano provenire dall’emergenza un miglioramento della raccolta fondi: l’11% di marzo diventa il 22% in agosto. Anche rispetto al volume delle attività e al volontariato la reazione è forte: il 97% dei rispondenti all’indagine IID ha intenzione di ripristinare le proprie attività originarie e il 23% ha già avviato o completato la normalizzazione. Il 41%, tuttavia, non è ancora in grado di programmare tempi e modalità della ripresa definitiva. Nonostante l’amplissima maggioranza intenda dunque tornare alle prassi pre-emergenziali, è alta la quota di coloro (52%) che ritengono di mantenere, in futuro, alcune delle novità introdotte forzatamente in questo periodo. Moltissimi, in particolare, continueranno a operare almeno parzialmente da remoto, sia nei confronti dei beneficiari che del proprio staff volontario e non. 

Il convegno e le ricerche presentate
Il convegno di lancio del Rapporto Noi Doniamo – Edizione 2020 si è svolto lo scorso venerdì 2 ottobre in live streaming trasmesso sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’Istituto Italiano della Donazione.

Tutte le indagini sono contenute nel Rapporto “Noi doniamo – Edizione 2020” che è scaricabile al sito www.osservatoriodono.it.