Aggiornate le modalità di riparto e le regole per la formazione degli elenchi del 5 per mille

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n 231 del 17 settembre il DPCM del 23 luglio 2020 (qui il testo completo) recante le modalità e i termini per l’accesso al riparto del 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche degli enti destinatari del contributo.

Il DPCM reca disposizioni sulle modalità di formazione, aggiornamento e pubblicazione dell’elenco permanente degli iscritti e degli elenchi degli enti ammessi.

Per quanto riguarda gli ETS enti iscritti nel registro unico nazionale (di cui all’art. 46,  comma 1,  Dlgs 117/2017) comprese le cooperative sociali ed escluse le imprese sociali costituite in forma di società, essi dichiarano espressamente in sede di iscrizione al RUNTS, per via telematica, se intendono accreditarsi ai  fini dell’accesso al contributo del 5 per mille.

Le principali novità rispetto al passato sono due:

– L’accelerazione delle procedure di erogazione delle risorse (viene utilizzata la stessa modalità prevista per il 2X1000 per i partiti);

– L’innalzamento della soglia minima a 100 euro, sotto la quale non si procede alla erogazione del contributo.

 L’ente interessato può accreditarsi anche successivamente all’iscrizione nel registro unico entro la data del 10 aprile di ciascun anno ai fini dell’accesso al contributo a decorrere dallo stesso esercizio in corso.

Il  Ministero del  lavoro  e delle politiche sociali redige l’elenco degli enti che risultano iscritti e che abbiano dichiarato, entro la data del 10 aprile, di voler partecipare al riparto della quota del cinque per mille. Successivamente lo stesso Ministero entro il 20 aprile pubblica l’elenco sul proprio sito web. Il legale rappresentante dell’ente, entro il 30 aprile, può chiedere una rettifica di eventuali errori di iscrizione e il Ministero pubblica, entro il 10 maggio, l’elenco degli ETS, enti del terzo settore, iscritti al contributo con le variazioni apportate, indicando per ciascun nominativo:

  • la denominazione
  • la sede 
  • il codice fiscale. 

Nel caso del Terzo settore, le norme oggetto decorrono dall’anno successivo a quello di operatività del Registro unico nazionale (RUNTS). 

Fino a tale anno il 5 per mille potrà continuare a essere destinato al sostegno delle ONLUS, delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di attività delle ONLUS e delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e delle Province autonome di Trento e Bolzano e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, comma 1, lettera a), del Dlgs 460/1997