5 per mille: uno strumento da non sottovalutare

Con le dichiarazioni dei redditi che si avviano alla loro consegna -la consegna, lo ricordiamo, è stata quest’anno posticipata a 30 settembre a causa dell’emergenza Covid- vogliamo anche quest’anno lanciare l’ennesimo appello a tutti i contribuenti sulla destinazione del 5 per mille, un gesto di cittadinanza attiva alla cui base sta una precisa scelta del singolo contribuente che decide a chi destinare quella parte di contributo dovuto allo Stato.

Stando alle ultime ricerche si stima che circa il 41% dei contribuenti ogni anno decidano a chi destinare il proprio 5 per mille. Quindi c’è ancora tanto lavoro da fare –anche e soprattutto da parte delle associazioni- per arrivare ad una diffusa cultura filantropica e partecipativa dei contribuenti.

Delle 67.700 organizzazioni non profit iscritte al 5×1000 oltre 3mila non intercettano nemmeno una destinazione, dato questo che testimonia quanto su questo strumento –che assegna ogni anno circa 500milioni di euro- poco si investa anche da parte delle associazioni. Ed i motivi possono essere i più vari, dal fatto che non si abbia –tramite destinazione con la dichiarazione dei redditi-conoscenza diretta dei propri donatori a quello che esiste uno scarto di due anni dall’attivazione della campagna ai primi risultati. Ma tutto questo non basta per non provarci nemmeno…

La pandemia si è abbattuta su cittadini ed associazioni proprio nel periodo in cui solitamente ci si dedica a campagne per il 5 per mille, proprio per questo Assif – Associazione Italiana Fundraiser ha realizzato un report sulle destinazioni del 5 per mille fra il 2006 ed il 2018 per aiutare le organizzazioni non profit a comprendere le potenzialità di questo strumento. Anche in vista delle strategie da adottare per il prossimo anno.

Il report è disponibile per i soci Assif sul sito www.assif.it. Per tutti sarà poi possibile ricevere un estratto al link http://www.assif.it/un-regalo-per-te.html o ricevere la versione integrale scrivendo a segreteria@assif.it