Criminalità: qualcosa cresce in Emilia Romagna. “Dati sconcertanti” secondo Libera Modena

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La Ministra dell’Interno Lamorgese ha presentato qualche giorno fa i dati contenuti nel “tradizionale” dossier del Viminale che pubblica i risultati delle attività preventive e di contrasto alla criminalità nell’ultimo anno.

La relazione del Ministero dell’Interno è la prima che certifica il quadro criminale dell’anno alle spalle, pesantemente travolto dal corona-virus. Secondo i dati riportati nel dossier sono diminuiti i reati in Italia, in generale con un – 18%. Calati gli omicidi, i furti, le rapine, le truffe. Ma ci sono due significative eccezioni. Aumentano le truffe informatiche ( +12%) e crescono ben del +25,1% le interdittive antimafia assunte contro le imprese sospette per collusioni malavitose.

L’Emilia Romagna (vedi pag.27 del dossier scaricabile a fine articolo) ha visto 228 imprese oggetto di questo pesante provvedimento interdittivo utile per contrastare l’economia mafiosa e preservare il tessuto imprenditoriale sano e regolare. Il report Viminale pone la nostra regione subito dopo Calabria, Campania e Sicilia, anche davanti a Lombardia.

“Siamo la prima regione a nord di Napoli!- commenta Franco Zavatti del coordinamento legalità Cgil e membro di Libera-Associazione contro tutte le mafie – Un dato sconcertante e tuttora passato sotto il silenzio di Confindustria”.

Il dato, puntualizza Zavatti, si appesantisce vedendo i dati INL, sempre ferragostani, relativi al 1° semestre 2020 sulle attività di prevenzione contro il lavoro nero ed irregolare: in questo caso la nostra Emilia Romagna è al primo posto nazionale assoluto, con le nostre province così classificate: al 1° posto Modena, poi Parma-Reggio e Bologna.

“Un quadro grigio-scuro -conclude Zavatti- tenuto ben al centro dell’attenzione del sindacato e dell’associazione Libera, ma che dovrà coinvolgere maggiormente le realtà istituzionali e le rappresentanze imprenditoriali sui territori”.

Clicca qui per scaricare l’intero dossier