Soliera, 10 anni di Eortè

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Il progetto nacque nel 2008 dall’idea di un gruppo di famiglie desiderose di agire per promuovere un’economia alternativa rivolta in particolare a produrre e offrire servizi alla persona e alla famiglia.

Legalità, equità, rispetto per l’ambiente, recupero del legame sociale, questi i pilastri sui quali l’impresa sociale avrebbe dovuto operare. 

“Una sfida coraggiosa e dura -dicono da Eortè- un viaggio lungo dieci anni, fatto di progetti, sogni, successi, sconfitte, soddisfazioni, delusioni, ma soprattutto persone e relazioni. Lavorare nel “sociale” vuol dire avere a che fare con la continua ricerca di progetti e attività che si possano sostenere economicamente, trovare i fondi per quel progetto e realizzarlo al meglio con le risorse a disposizione”.

 Il Social shopping, il Social bar, la Casa del glicine, il Pane e le Rose, il Giardino delle mamme, Natale per l’Emilia sono solo alcuni dei progetti realizzati dalla cooperativa e tutti con un filo conduttore: la persona. “È la persona il valore fondante sul quale abbiamo puntato -sottolineano infatti da Eortè- è per noi il bene più prezioso e tanto più questa è fragile e in difficoltà quanto più va aiutata, protetta e salvaguardata. In tutti i progetti cerchiamo il modo di ricavare un ambiente protetto dove persone in stato di difficoltà possano essere inserite e possano riscattarsi tramite il proprio lavoro, recuperando così la propria dignità e la propria autostima”.

Si tratta di un lavoro non semplice e soprattutto invisibile e non immediato. Al contrario di un artigiano che può vedere subito il risultato del suo lavoro, può mostrarlo agli altri e calcolarne il valore sulla base delle leggi di mercato, Eortè si è sempre posta finalità difficili da visualizzare e toccare se non si è a contatto con le persone coinvolte. Nell’ambito di attività come Natale per l’Emilia sono impiegati soggetti svantaggiati ma che, proprio grazie al progetto, possono essere “recuperati” e potranno poi partecipare attivamente nella società: si tratta di un aspetto non immediatamente visibile, ma di sicuro valore anche economico, seppur difficile da valutare.

“Papa Bergoglio scrive che dobbiamo combattere la cultura dello scarto, questo è esattamente quello che noi facciamo quotidianamente, inventandoci sempre modi nuovi facendo rete con il pubblico, il privato e il terzo settore”.

“Mai avrei pensato di festeggiare il decimo compleanno di Eortè in questa atmosfera che a tratti pare la trama di tanti film di fantascienza -conclude Federico Tusberti, Presidente di Eortè- ma anche questo periodo di pandemia, che ci ha messo in difficoltà in tutte le nostre attività dell’ambito educativo, ci ha comunque stimolati e ha fatto nascere l’attività di coordinamento e logistica della distribuzione degli aiuti alimentari nei comuni di Soliera e Carpi realizzata in collaborazione con l’Unione Terre d’Argine. La rete di relazioni che abbiamo costruito negli anni ci ha permesso di massimizzare il risultato, distribuendo generi alimentari reperiti in gran parte da produttori locali e integrando quelli non disponibili con la grande distribuzione. Il tutto con la collaborazione di tantissime realtà di volontariato che hanno preparato prima e distribuito poi porta a porta i pacchi. Anche in questo progetto sono state coinvolti soggetti in stato di necessità, alleviandone lo stress causato dall’isolamento forzato. Come ho già avuto occasione di dire, da soli non si va da nessuna parte, e le relazioni che abbiamo creato in questi dieci anni dimostrano quanto fortemente crediamo nella condivisione dei propri talenti, finalizzandoli alla costruzione di una società nuova che sia includente e attenta, dove il vero profitto sia quello del benessere della comunità, nessuno escluso, partendo dagli ultimi”.