L’impatto dell’emergenza Covid-19 sulle donazioni

Posted on

Boom di donazioni per sanità e ospedali ma crollo per le altre attività.

Gli italiani hanno risposto con generosità all’emergenza Covid-19, moltiplicando le donazioni in ambito sanitario ed ospedaliero, e le organizzazioni non profit hanno attivato progetti e interventi per rispondere ai tanti bisogni esplosi. Una grande mobilitazione che sta aiutando il Paese a fronteggiare l’emergenza, ma che sta lasciando indietro molti altri settori su cui grava l’incertezza nel medio periodo.

I risultati del monitoraggio #ILDONONONSIFERMA sono stati presentati venerdì 17 aprile durante la prima conferenza stampa online dell’Istituto Italiano della Donazione (IID) dedicata all’andamento delle raccolte fondi degli enti non profit in Italia nel primo trimestre 2020 durante l’emergenza COVID-19. Hanno risposto al questionario oltre 130 Organizzazioni non profit in meno di due settimane.

Le donazioni si stanno concentrando in queste settimane soprattutto sull’emergenza, esponendo però il non profit nella sua complessità al pagamento di un prezzo molto alto: l’81% del campione ha dichiarato un impatto importante sulle raccolte fondi dei primi mesi dell’anno; di queste organizzazioni circa il 40% denuncia un calo superiore al 50%, per arrivare a una punta dell’11% che lamenta una contrazione del 100% della raccolta. Particolarmente allarmante è il caso della cooperazione internazionale: tutte le ONP intervistate riscontrano un calo, più o meno marcato, dei proventi. 

Claudia Fiaschi, Portavoce Forum Nazionale Terzo Settore: “L’emergenza che stiamo vivendo non è solamente un’emergenza sanitaria ed economica ma anche e soprattutto sociale. I dati delle donazioni raccontano una situazione molto grave e testimoniano un’eccezionale inversione di tendenza che vede un riorientamento delle scelte dei donatori verso soggetti percepiti come più vicini: viene abbandonato il sostegno alle organizzazioni, in primis alla cooperazione internazionale, a vantaggio di quello alle istituzioni pubbliche, come la protezione civile e gli ospedali. Un cambiamento di questa portata, nel momento critico che il Paese sta attraversando, avrà conseguenze drammatiche rispetto alla capacità delle organizzazioni di resistere e sopravvivere.”

A volare infatti sono le raccolte fondi in ambito sanitario, ospedaliero e in aiuto alla comunità di riferimento, come quelle messe in campo dalle fondazioni di comunità a favore di ospedali o a potenziamento di servizi di assistenza domiciliare per le persone più fragili del proprio territorio, come dimostrano anche i numeri di una nuova indagine di Doxa illustrata durante la conferenza stampa. 

“I dati dimostrano anche che il terzo settore è capace di cambiamenti in corsa – sottolinea Cinzia Di Stasio, Segretario Generale IID. “Sono infatti molte le ONP che, pur di non chiudere il servizio offerto ai beneficiari, hanno trasformato la propria azione sul campo in relazione da remoto per stare comunque vicino ai beneficiari della propria attività (24%); un 20% ha portato avanti i servizi offerti, seppur soffrendo difficoltà economiche e organizzative. Solo il 7% dichiara di aver dovuto sospendere completamente il servizio”.

Massimo Mauro, presidente Aisla, osserva: “Per stare vicini alle persone con SLA abbiamo ri-organizzato l’attività dell’associazione con servizi gratuiti per l’assistenza a distanza come le videochiamate con volontari, medici e psicologi e le consulenze con gli esperti del Centro d’ascolto che, nelle ultime settimane, ha ricevuto oltre 1400 contatti. Abbiamo pensato inoltre che fosse necessario sostenere i Centri Clinici NeMO, punti di riferimento per l’assistenza delle persone con malattie neuromuscolari. Per questo abbiamo lanciato la campagna#distantimavicini che, in meno di un mese, ha già ottenuto oltre 140.000 euro di donazioni destinate proprio al sostegno del prezioso lavoro dei Centri NeMO. Questo significa che, oltre alla preoccupazione, c’è un diffuso desiderio di rendersi utili. Abbiamo riscoperto il valore della reciprocità”.

Il dono del tempo per gli altri dei volontari e del Volontariato – ricorda Ivan Nissoli, Consigliere CSVnet – non si è fermato in questo tempo di crisi. Si è adattato, si è rimodulato. E accanto al Volontariato non si sono fermati i CSV, ma hanno continuato il proprio compito al servizio del volontariato e dei volontari andando a rimodularsi anche loro. Ora inizia il tempo del guardare avanti, verso la progettazione della ripartenza. Un guardare avanti che deve essere comunitario, deve vedere nuove alleanze e deve essere capace di osare piste nuove”.

Scarica i risultati del monitoraggio IID“#ILDONONONSIFERMA. Il dono durante l’emergenza Covid-19”
Scarica l’indagine BVA Doxa“L’impatto del Coronavirus sul general public (estratto sulle Donazioni)”