Frassinoro e la Comunità cinese: una storia di vicinanza, oltre il virus

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Attualmente la vicinanza fisica è bandita, ma questo non significa non poter godere dei benefici che possono nascere dall’incontro tra diverse culture, tra persone diverse, da un dialogo volto non tanto a rimarcare le differenze, ma bensì a valorizzarne l’unicità e ad abbracciare l’universalità dei valori umani.

di Laura Solieri

E’ questo che ci ricorda la storia di questi giorni che ha come protagonisti la comunità di Frassinoro e l’Associazione Bar cinesi in Italia, grazie al supporto di Isabella Silvestri (nella foto in alto la prima da sinistra) di Frassinoro, atelierista di lingua e cultura cinese presso la scuola bilingue 0-11 Educationest di Modena, che lo scorso 6 aprile ha contattato alcuni membri dell’Associazione Bar cinesi in Italia residenti a Carpi spiegando la realtà del suo paese e il bisogno di tutelare la comunità, anche a fronte della comparsa dei primi casi positivi che come sappiamo è molto difficile da circoscrivere.

“Nel giro di un’ora abbiamo ricevuto la conferma della loro piena disponibilità non solo per la donazione del materiale sanitario, ma anche del trasporto, cosa non marginale vista la distanza tra Carpi e Frassinoro – spiega con entusiasmo Isabella, grande appassionata e conoscitrice della lingua e cultura cinese, con un master in Didattica delle lingue straniere conseguito alla Cà Foscari di Venezia scrivendo una tesi sul valore dell’atelier nella didattica della lingua e della cultura cinese nelle scuole dell’infanzia – La signora Zhang Chun, madre di due bambini piccoli, era disponibile insieme al marito Liu Beixiong e ad altri membri tra cui Wu Qianjin, a consegnarci il materiale mercoledì mattina, ribadendo più volte l’importanza di “restare uniti e affrontare insieme” la lotta contro il virus”.

E’ dallo scorso gennaio che Isabella segue con attenzione e costanza le vicissitudini in Cina e riceve costantemente messaggi da suoi amici che vivono a Pechino: “Da subito la situazione mi era stata presentata come molto seria e preoccupante, nonostante qui in Italia non si fosse ancora analizzato l’esempio cinese con maggiore profondità – racconta Isaella – Ero a conoscenza della prontezza e della prevenzione messa in atto dalle varie comunità cinesi in Italia, così quando ho realizzato il  problema del reperimento dei dispositivi di protezione individuale con la comparsa dei primi casi positivi, in accordo con l’amministrazione comunale di Frassinoro, ho chiesto un reale aiuto per la nostra piccola realtà di paese e di conseguenza anche per gli operatori sanitari e per le strutture residenziali e di accoglienza per anziani e malati presenti sul territorio, chiedendo esplicitamente che questi aiuti non venissero sottratti ai luoghi maggiormente colpiti dal covid-19.

I nostri luoghi di montagna, così come molte realtà italiane, sono patrimoni culturali che rischiano seriamente di essere minati da una pandemia che colpisce più duramente le persone fragili ed anziane. Rappresentiamo piccole comunità abituate a lavorare molto e a chiedere pochi aiuti, piccoli paesi dove le persone più anziane hanno ancora moltissimo da tramandare alle nuove generazioni, ma soprattutto luoghi che grazie alla natura e al sorriso delle persone hanno ancora moltissimo da offrire”.

Laureata in Storia, culture e civiltà orientali, Isabella ha lavorato per diverso tempo con la Cina nel settore ceramico, appassionandosi ancora di più alla lingua e alla cultura cinese. Grazie alla sua bambina ha poi cominciato ad esplorare e a formarsi nel campo della glottodidattica per l’infanzia e della pedagogia; le potenzialità neurobiologiche e neuropsicologiche dei bambini intrecciate alle peculiarità della lingua cinese e all’approccio pedagogico di Reggio Emilia l’hanno convinta a diventare atelierista.

“Dieci anni fa accompagnai una mia cara amica ed ex collega di lavoro di Pechino qui a Frassinoro; rimase piacevolmente colpita dai luoghi, dalla bellezza del paesaggio, ma soprattutto dal sorriso e dall’accoglienza ricevuta – ricorda Isabella – Pochi giorni fa Chai ha voluto mandare un videomessaggio alla popolazione di Frassinoro in cui ricordava con molto affetto quella visita e incoraggiava i frassinoresi a restare in casa e a lottare, insieme, contro questo virus.

È stato molto emozionante accogliere nei giorni scorsi una delegazione cinese a Frassinoro, persone che senza conoscerci si sono avventurate per lunghe e tortuose strade di montagna semplicemente per offrire il loro aiuto – prosegue Isabella – Credo che la cosa su cui riflettere maggiormente, e da cui trarre un prezioso insegnamento, sia proprio questo senso di comunità, molto forte per i cinesi, e questa volontà di aiutare il prossimo “restando uniti”.

“我们一起面对.一起加油.一切都会好起来的” Insieme lo affronteremo. Insieme ci faremo forza. Andrà tutto bene scrive il signor Liu Beixiong sulla pagina Facebook del Comune di Frassinoro.

La loro gioia nel donare si percepisce molto bene; ci sono moltissime donazioni di materiale sanitario su tutto il territorio nazionale, molto spesso gestite dalle comunità cinesi presenti in Italia e accompagnate da bellissime frasi legate alla cultura cinese: “我们是同海之浪,同树之叶,同园之花!Siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino

“Attualmente la vicinanza fisica è bandita, ma questo non significa non poter godere dei benefici che possono nascere dall’incontro tra diverse culture, tra persone diverse, da un dialogo volto non tanto a rimarcare le differenze, ma bensì a valorizzarne l’unicità e ad abbracciare l’universalità dei valori umani – conclude Isabella – Credo che sia tempo di abbandonare gli stereotipi e di mettersi in ascolto “di/dell’altro”. La lontananza fisica può essere “attraversata” con le varie opportunità offerte dal digitale, proprio come sta accadendo nelle scuole, a patto che la centralità venga sempre posta sulla relazione e non sulla mera strumentazione, proprio come accade “in presenza”“.