Fare raccolta fondi ai tempi del Coronavirus: due chiacchiere con la fundraiser Mariangela Leonetti

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In questo momento di pura emergenza ci sono tante persone che vogliono dare il proprio contributo e sentirsi “utili” magari anche con piccole donazioni. La campagna dell’associazione Familiari Charitas Onlus di Modena, ad esempio, ha raccolto 10.000 euro in soli tre giorni, attivando il semplice passaparola, e anche la Croce Blu di Modena sta raggiungendo l’obiettivo che si è prefissata.

di Laura Solieri

Quando la richiesta è chiara e trasparente si riesce ad arrivare al cuore dei donatori: ovviamente, il lavoro lo devono fare dall’interno le organizzazioni non profit coinvolgendo tutte le relazioni, anche personali, e spiegare bene perché c’è necessità di raccogliere fondi.

Di raccolta fondi per il mondo del terzo settore ne parliamo con Mariangela Leonetti, di Modena, consulente in fundraising, che nel suo lavoro accompagna le organizzazioni non profit a definire una strategia di raccolta fondi, concreta, pianificata nel tempo e soprattutto cucita addosso ai bisogni reali dell’organizzazione.

«Ho scelto questa professione dopo il servizio civile all’interno di una ONG con sede a Bologna, che si occupava di creare progetti di cooperazione internazionale nel sud del mondo, e subito il mio desiderio è stato di prendere lo zaino e partire per seguire sul terreno i progetti, ma la vita del cooperante mi avrebbe portato lontana dai miei affetti, quindi ho scoperto la figura del fundraiser, essenziale per molte associazioni, inoltre vengo da un’esperienza lunghissima di scoutismo, sono cresciuta nell’ottica di poter aiutare il prossimo e questo lavoro mi rende orgogliosa (nel mio piccolo) di poterlo fare».

In questo periodo, Mariangela sta seguendo di seguire probono due associazioni modenesi che in questo momento avevano la medesima necessità di raccogliere fondi per acquistare i DPI che stavano terminando, quindi mascherine, guanti, occhiali e tute usa e getta per proteggersi dal rischio di contrarre il virus e per proteggere le persone con cui entrano quotidianamente in contatto.

«Data l’emergenza e soprattutto il fatto che siamo tutti in quarantena e si può donare benissimo on line senza muoversi dal divano, ho scelto di attivare la raccolta attraverso il crowdfunding sulla piattaforma RetedelDono.it, piattaforma già usata con altre organizzazioni non profit e molto conosciuta nel mio mondo.

La prima associazione a cui ho detto sì è l’associazione Familiari Charitas Onlus, creata dai parenti e dai familiari degli ospiti dell’Istituto Charitas Asp di Modena, una struttura storica della nostra città, che segue persone con disabilità psico fisica grave e gravissima. L’istituto Charitas è come una seconda casa per la mia famiglia in quanto mio marito lavora da anni nella struttura, per cui ho subito sentito la necessità di attivarmi in prima persona.

L’altra associazione che sto seguendo, su richiesta dell’amica Ilaria Franchini, consigliera comunale, è la Croce Blu di Modena, i cui oltre 500 volontari sono impegnati quotidianamente nel servizio dialisi, assistenza agli anziani, dimissioni dagli ospedali nonché nel servizio di consegna pasti e farmaci. La protezione dal virus è essenziale per continuare a svolgere l’assistenza e per non contrarre loro stessi il virus.

Non dimentichiamo che oggi le mascherine e tutti i dispositivi di protezione hanno avuto un rincaro economico elevato, quindi per queste associazioni la raccolta fondi è un aiuto grandissimo, perché la spesa non era stata preventivata».

Il consiglio di questa professionista alle associazioni è di provare a capire bene quali sono i bisogni interni, che cosa manca all’associazione per crescere, che non è detto siano per forza “soldi”; magari ad alcune associazioni potrebbero servire volontari oppure consulenze gratuite per migliorare il proprio sito o impostare la comunicazione sui social network.

«E’ molto importante non fare ciò che fanno le altre solo perché tutte le associazioni lo fanno, non sarebbe una strategia vincente se non tarata sulle proprie necessità – precisa Leonetti – Oggi è necessario comunicare attraverso i social network quindi la prima cosa che consiglierei è di creare una pagina facebook e di creare la propria community on line.

L’emergenza induce i potenziali donatori ad agire nell’immediatezza, abbiamo avuto tanti episodi virtuosi di raccolte fondi negli ultimi anni anche nel nostro territorio, basti pensare alle cifre raccolte durante il terremoto e l’alluvione – conclude Leonetti – E’ proprio un meccanismo diverso, ci si attiva subito e spesso con strumenti che consentono di donare in tempi brevi, come l’sms solidale e adesso il crowdfunding. Diverso è conquistare un donatore e fare un cammino anche lungo nel tempo, dove le donazioni non sono una tantum ma prolungate negli anni».

A questo link del nostro sito è possibile consultare e sostenere le varie raccolte fondi attive sul territorio a sostegno delle associazioni