Coronavirus: come continuare a fare attività di volontariato?

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Linee guida per le attività di volontariato nell’ambito dell’emergenza Covid
La regione Emilia Romagna ha emanato delle linee guida per l’attività di volontariato da svolgere durante l’attuale emergenza sanitaria che rimarranno in vigore (per il momento) fino al 3 aprile.
Il documento costituisce un importante riconoscimento del ruolo del volontariato e contiene utili indicazioni su come comportarsi in questo periodo di emergenza e sulla attribuzione dei compiti di coordinamento ai comuni.
Nell’ambito delle linee guida si sottolinea il doveroso rispetto delle normative volte al contenimento degli spostamenti e alla prevenzione del contagio e al tempo stesso si riconosce il valore del volontariato per il supporto dei soggetti fragili.
L’attività di volontariato correlata all’emergenza in corso e come delineata dalle linee guida è considerata tra le attività consentite ai sensi del Dpcm del 22 marzo come attività funzionale a fronteggiare l’emergenza o come attività di assistenza sociale e pertanto tra le attività che non si devono fermare e che giustifica lo spostamento.
Ai fini delle limitazioni alla mobilità le linee guida suggeriscono di dotare il volontario di una dichiarazione del presidente dell’ente sulla qualità di socio volontario e della natura dell’attività svolta dal volontario.
Le linee guida inoltre delineano il sistema di coordinamento delle attività di volontariato dando al Comune il compito di individuare i bisogni e le priorità e ai Centri di servizio per il volontariato insieme alle associazioni di volontariato di curare l’attività di sensibilizzazione e di ricerca di nuovi volontari sulla base delle segnalazioni degli organismi di coordinamento comunale.
A più riprese le linee guida sottolineano l’importanza di coordinare gli interventi per garantire omogeneità di azione e di attenersi alle indicazioni dei servizi sociali territoriali e nell’ambito del coordinamento comunale.
Le attività consentite sono quelle collegate direttamente all’erogazione di servizi pubblici essenziali, ossia funzionali all’esercizio del diritto alla salute o ad altri diritti fondamentali della persona.
Le attività devono sempre essere esercitate con modalità che prevengano il contagio e in particolare rispettando la distanza di sicurezza di almeno un metro.
I volontari non possono essere minorenni o ultra 65 enni. Possono essere svolte ulteriori attività, come ad esempio di supporto relazionale o ricreativo, con modalità a distanza, in questo caso potranno essere impegnati anche volontari minorenni o over 65. I volontari dovranno avere la copertura assicurativa prevista per i volontari dal codice del terzo settore, essere riconoscibili e sono tenuti alla riservatezza in merito alle informazioni trattate in ragione del loro servizio. E’ vietato divulgare sui social l’attività svolta ole informazioni raccolte.

In questa sezione del nostro sito, trovate inoltre tutte le informazioni su ciò che c’è da sapere sulle attività e mobilità in sicurezza dei volontari in tempo di emergenza Coronavirus:

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