Parlano gli assessori al volontariato: da Medolla la testimonianza di Graziella Zacchini

Graziella Zacchini, 50 anni, vive a Medolla dal 1997, anno in cui vi si è trasferita per motivi di lavoro avendo, subito dopo il corso di tecnico biomedico, trovato impiego nel settore biomedicale.

di Laura Solieri

Il suo impegno nel volontariato nasce da un’esperienza con i servizi sociali, in particolare minori e famiglie in disagio, tanto da diplomarsi nel 2012 come Dirigente di comunità, e nello stesso anno ha completato un master come tutor per ragazzi con difficoltà specifiche di apprendimento.

“Per l’Associazione Italiana Dislessia sono stata presidente della sezione di Modena e per un breve periodo coordinatrice regionale – racconta Graziella – Nell’ultimo periodo  ho fatto da coordinatrice nella casa di accoglienza che fornisce sostegno alla precarietà abitativa di donne con bambini, per conto dell’associazione “Il Porto” di San Felice sul Panaro, un’esperienza umana unica; in contemporanea mi sono dedicata al progetto di emporio solidale nella Bassa modenese “Cortile Solidale”, che ha aperto nel febbraio 2019 e già a giugno era nella rete provinciale: un bell’inizio che merita ancora molta cura, perché tocca sia il sociale che la lotta allo spreco e l’inserimento sociale e lavorativo”.

Medolla ha un grande numero di associazioni che operano in molti ambiti e questo fa della Consulta del Volontariato un bell’incubatore di esperienze e progettualità.

“Diamo molta libertà di manovra anche ai singoli volontari, non per forza strutturati in un’associazione – spiega Zacchini – Vorrei operare in questo senso: aree tematiche e su di esse una progettualità condivisa, sostenuta da una rete fatta sia di associazioni che di singoli cittadini.

Siamo partiti con tre progetti: la campagna “Medolla cardioprotetta”, lanciata da una cena di solidarietà, per dotare scuole e frazioni di sei defibrillatori; un progetto con le associazioni Scuola Viva, Avis e Diogene, che collaborano tra loro e con dirigenza scolastica e Assessorato all’Istruzione, sostenuti da Cortile solidale e Caritas, per interventi educativi e informativi rivolti alle famiglie su temi come dipendenze di ogni tipo e cyberbullismo; infine un progetto sui talenti che si rivolge alla fascia 3-10 anni, con iniziative legate all’espressione artistica, alla pet therapy, alla lettura in vari luoghi per aprire ad una socializzazione inclusiva, base di una cittadinanza consapevole”.

Quali aspetti intende potenziare nel suo mandato per quanto riguarda il volontariato?
Sicuramente la collaborazione tra associazioni, senza confini. Non ci sono progetti di serie A o B, anche il singolo volontario non aggregato, mi vengono in mente quelli del Piedibu o del verde, fa parte dell’associazionismo, perché con questa parola intendo “il dedicare qualche ora alla propria comunità”, con la Consulta a fare da “salvadanaio” di queste esperienze. Con La Pro Loco sarebbe bello dare spazio ai mostre e incontri artistici, perché Medolla ha tanto da mettere in gioco.

Cosa insegna per lei il volontariato ai giovani? E alle persone in generale?
Spero che ai giovani il volontariato insegni quello che ha insegnato a me, ad accettare e a non giudicare, perché vivere la realtà dell’altro da vicino, anche quando non ne condividi le scelte, ti pone in una condizione in cui puoi comprendere senza pregiudizi, la base per una vera comunità educante, unita e coesa.
Più in generale credo che l’associazionismo sia il percorso per costruire rapporti e amicizie utili a tutti, in particolare per i giovani, che nel mondo virtuale sono tanti, ma nella quotidianità sono isolati. Il sisma 2012 ha lasciato una maggiore fragilità nel sentirsi comunità. Abbiamo ricostruito le case, ora costruiamo la comunità. In questo ringrazio realtà come quella dei Ficcanaso, e quanti sempre in seno al volontariato lavorano sul piano della storia del paese e delle origini, anche questo un pezzo importante di coesione.