Da sanità, scuola e associazionismo una risposta sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento

Fenomeno in costante crescita, anche grazie all’attivazione di percorsi di screening per l’individuazione precoce e a un utilizzo sempre più appropriato dei servizi di Neuropsichiatria. Ora il territorio modenese fa rete per perfezionare politiche e azioni con un protocollo d’intesa

Negli ultimi dieci anni, in provincia di Modena, il tasso di prevalenza dei bambini in età scolastica con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) è salito dall’1,6% del 2008 al 6,4% del 2018. Un dato che fotografa il fenomeno in costante crescita di DSA e BES, ovvero Bisogni Educativi Speciali, a cui occorre fornire risposte sempre più accurate, con un coinvolgimento multiprofessionale. Proprio in quest’ottica si inserisce il nuovo protocollo d’intesa “per la promozione, l’attivazione e il monitoraggio di azioni in ambito di bisogni educativi speciali” tra Azienda USL di Modena, Comune di Modena, Uffici di Piano, Associazione A.N.M.I.C. di Modena per il progetto “Strada dei geni”, Mondo Abile, progetto SOS, Ufficio Scolastico Regionale Ambito territoriale di Modena e Associazione A.I.D. sezione di Modena. Obiettivi e modalità del protocollo sono stati illustrati oggi pomeriggio dal Direttore Generale dell’AUSL di Modena Antonio Brambilla, intevenuto al convegno “BES-DSA & Vita: la valutazione” in corso di svolgimento all’ITIS Fermi di Modena (via Luosi 23) e che proseguirà domani, con gli interventi di diversi esperti del settore che si confronteranno sul tema della valutazione dei DSA.

Tra le finalità del protocollo, la cui firma è attesa nelle prossime settimane, la definizione delle attività di informazione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza e di formazione specificarivolta agli operatori delle istituzioni e delle associazioni coinvolte; la condivisione di modalità operative comuni e la promozione di attività di rilevazione del bisogno, approfondimento e ricerca, facendo rete e uniformando le prassi su tutto il territorio provinciale.

Sono tre i fattori principali con cui è possibile spiegare l’aumento delle segnalazioni di DSA, che in termini assoluti riguardano circa 6.700 alunni in tutta la provincia: l’ottimo rapporto di collaborazione tra pediatri, medici di medicina generale e istituzioni scolastiche, il perfezionamento dei percorsi di individuazione precoce sui disturbi di lettura e scrittura (screening) attivi da oltre 15 anni su tutto il territorio, e l’utilizzo sempre più appropriato e frequente dei servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (NPIA).

“Le diagnosi di Disturbo Specifico dell’Apprendimento sono cresciute in modo esponenziale negli ultimi dieci anni – spiega Antonella Riccò, referente DSA dell’Azienda USL, tra i relatori del convegno – e il dato modenese (6,4%) è in linea con l’atteso indicato dalle evidenze scientifiche, ovvero un range tra il 5 e il 15% della popolazione scolastica. Anche il numero delle certificazioni cliniche che riguardano i bambini con disabilità è in aumento. A fronte di questo quadro, l’Azienda USL ha  promosso diverse azioni, tra cui l’applicazione di un protocollo omogeneo su tutta la provincia per l’individuazione precoce dei DSA, la redazione di uno specifico Percorso diagnostico terapeutico-assistenziale, che definisce tempi, modi e interventi appropriati secondo le linee guida e la normativa in materia; e la promozione di un Protocollo d’Intesa tra i vari attori che si occupano di Bisogni Educativi Speciali (associazionismo e istituzioni), per attivare con sistematicità e continuità azioni efficaci nei contesti di vita allargati in una ottica di rete multiprofessionale”.