25 novembre 2019 – Il lavoro della Casa delle Donne di Modena e lancio dell’iniziativa “Scarpe rosse alla Casa delle Donne”

Nel 2018, sono state 427 le donne accolte tra Centro Antiviolenza di Modena, Vignola e sportello di Pavullo, di cui 25 tra donne e bambine/i accolti in casa rifugio mentre circa 10-15 ragazze sono state accolte in percorsi di uscita dalla tratta. A queste si aggiungono 147 donne di 21 paesi stranieri diversi, coinvolte nel corso dell’anno in attività di socializzazione varie (corsi di cucito, cucina, laboratorio manufatti, bicicletta, patente, gestione dell’orto), corsi di italiano, di informatica e supporto alla ricerca del lavoro.

Allo sportello di Ascolto donna del Gruppo Donne e Giustizia sono state registrate 350 presenze; 250 donne hanno richiesto la consulenza legale, 70 quella psicologica mentre una decina sono state coinvolte nel gruppo di auto mutuo aiuto.

Questi sono i dati registrati nell’ultimo anno dalle associazioni della Casa delle Donne di Modena che operano più direttamente per il contrasto alla violenza sulle donne.

“La forma di violenza più estrema è la mancanza di parità – commenta la presidente della Casa delle Donne di Modena Giovanna Zanolini – Aumentare e inasprire le pene è un segnale importante ma non risolverà il problema. Ci vuole un investimento maggiore, anche economico, in formazione e prevenzione e dobbiamo ricordarci che il 25 novembre è ogni giorno. Occorre fare cultura, prima di tutto con i nostri figli, per creare una rete di intervento fattivo”.La Casa delle Donne offre un panorama assai ricco, con sei diverse realtà attive in ambiti molto diversi tra loro: Associazione Differenza e Maternità che tra le altre cose si occupa di promozione e organizzazione di iniziative e corsi di auto e mutuo aiuto e di sostegno durante la gravidanza, alla donna e alla coppia; UDI – Unione Donne in Italia di Modena che opera per la tutela e l’affermazione dei diritti delle donne in vari ambiti dalla democrazia paritaria al lavoro; Centro documentazione donna che si occupa di promozione della cultura delle differenze di genere, attraverso la sua biblioteca e l’archivio storico; Associazione Gruppo Donne e Giustizia attiva nel sostegno e nella tutela delle donne italiane e migranti in difficoltà personale e familiare e per la promozione e la diffusione di una cultura giuridica e sociale di parità e rispetto; Associazione Casa delle donne contro la violenza che gestisce il Centro contro la violenza, Casa delle donne migranti Semira Adamu, il Progetto oltre lo sfruttamento e il Progetto ri-elaborando;Associazione Donne nel Mondo per la diffusione della cultura del rispetto reciproco e della tolleranza, per costruire  “ponti” di dialogo tra identità multiple e favorire l’inclusione e l’interazione tra migranti e autoctoni.
Convegni, seminari, incontri formativi e di sensibilizzazione ma anche lezioni e laboratori didattici, corsi di formazione, spettacoli teatrali e mostre per un totale di oltre 160 iniziative che hanno coinvolto quasi 10mila persone nel corso dell’ultimo anno, per tenere alta l’attenzione e soprattutto l’informazione su un tema così importante come quello della violenza contro le donne.

Fondamentali anche i corsi di formazione rivolti a tutti gli operatori della rete delle Forze dell’Ordine, servizi sociali, servizi sanitari.

Essenziale il rapporto con le scuole di ogni ordine e grado di Modena e provincia per un totale di oltre 5mila studenti e studentesse incontrati attraverso laboratori (circa 40 realizzati attraverso il progetto regionale “Educare alle differenze” in collaborazione con il Comune di Modena e l’Unione Terre dei Castelli), assemblee d’istituto e incontri sulla valorizzazione delle differenze anche culturali (come con il progetto ventennale “Io, tu, noi”).

Tante attività, incontri e progetti educativi senza dimenticare la formazione anche del corpo insegnante: ad esempio, relativamente al progetto europeo Gen-edu (realizzato dal Cdd)sul tema del contrasto e del superamento degli stereotipi di genere nell’educazione, le azioni hanno riguardato la formazione docenti delle scuole secondarie di Modena e di Savignano sul Panaro; la progettazione e l’elaborazione degli strumenti didattici dei contenuti della versione italiana della APP “Dream Fighters”.

La cronaca ci ricorda che solamente nel 2019, a Modena, sono stati ben due i femminicidi avvenuti, ricordati in città dalle fiaccolate pubbliche per Gizlan (22/02/2019) e Benedicta (26/04/2019).

Quelli forniti sono solo alcuni dati che cercano di dare una visione del grande lavoro di rete portato avanti dalle singole realtà associative che compongono la Casa delle Donne, ognuna nel proprio ambito specifico. A livello regionale, il fenomeno è stimato in 31.000 denunce di violenza dal 2012 al 2016. Tra queste, 14.000 donne hanno subito minacce, 1.700 violenza sessuale, 13.000 violenza fisica grave, 3.000 sono stati i casi di stalking e 66 casi sono sfociati nel femminicidio. Le donne che si sono rivolte ai Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna sono state 5.345 nel 2017 e 5.320 le donne che sono state prese in carico; il 34,7% di cittadinanza straniera, il 71% con figli a carico, di cui i tre quarti minorenni.

In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne 2019, la Casa delle Donne lancia inoltre l’iniziativa “Scarpe rosse alla Casa delle Donne”: tutte le cittadine e i cittadini che possiedono una o più paia di scarpe rosse, possono portarle per comporre un’installazione simbolica e mediatica temporanea, che verrà allestita nel parco di Villa Ombrosa dalle ore 12 del 25 novembre ed esposta fino al 6 dicembre 2019. È possibile consegnare le calzature rosse o dipinte di rosso presso la Casa (Modena, strada Vaciglio nord 6) nei seguenti giorni e fasce orarie:

Lunedì 9.00-13.00 e 15.00-18.00 
Martedì 9.00-13.00 e 15.00-18.00
Mercoledì 9.00-13.00
Giovedì 9.00-13.00 e 15.00-18.00
Venerdì 9.00-13.00 e 14.00-16.00 

Maggiori info sulla pagina facebook “Casa delle Donne di Modena”, su cui si potrà anche postare la foto delle scarpe e/o un pensiero.