Parlano gli assessori al volontariato: da Soliera la testimonianza di Cristina Zambelli

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Cristina Zambelli, 53 anni, laureata in Scienze della Comunicazione, ha lavorato molti anni nel campo dell’informatica sanitaria, ha poi frequentato la scuola triennale di counseling sistemico-relazionale ed è diventata counselor professionale. Dopo 5 anni come consigliera comunale nella scorsa legislatura, ora è vicesindaco di Soliera, con delega, tra le altre, al volontariato.

di Laura Solieri

“Il volontariato è qualcosa che ho visto e appreso prima di tutto in famiglia, a partire da mio nonno paterno, Igino, bracciante agricolo e sindacalista in tempo di guerra, per tutta la vita impegnato nel volontariato e nell’assistenza alle persone bisognose, in particolare i malati – racconta Cristina – Anche mio padre è stato per anni volontario in parrocchia, in particolare nelle attività di accoglienza dei primissimi migranti arrivati a Formigine all’inizio degli anni Ottanta.

Assieme a mio padre ho fatto volontariato molti anni fa presso la mensa serale di Porta Aperta, a Modena, poi, in tempi più recenti, mi sono impegnata in ambito sportivo, in un’associazione di pallavolo fondata assieme ad altri genitori e gestita da noi in modo completamente volontario”.

Come ha ricordato recentemente il sindaco di Soliera Roberto Solomita, il 7 agosto del 1992, il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro attribuiva a Soliera il titolo di Città. Diversi potevano essere gli argomenti che motivavano quel riconoscimento, ma ciò che il Presidente individuò come più qualificante fu il ricco patrimonio costituito dall’Associazionismo e dal Volontariato solierese. Un tessuto vario ed articolato che testimoniava, allora come oggi, uno spiccato senso civico, una voglia di partecipazione non comune, una capacità d’aggregazione intorno agli interessi e ai valori della comunità praticata come una tensione diffusa, una sorta di necessità vitale da grande parte delle donne e degli uomini di Soliera.

Abbiamo sul nostro territorio oltre 30 associazioni di promozione sociale, molte della quali iscritte anche agli elenchi regionali, e 4 organizzazioni di volontariato in senso stretto, anch’esse presenti negli elenchi della Regione – spiega Zambelli – Queste associazioni operano in moltissimi ambiti, sport, arte, ricerca storica, gastronomia, musica, gruppi parrocchiali, minori e assistenza alle persone anziane e con disabilità, ad esempio.

Non solo: si sono costituite da alcuni anni associazioni che raggruppano cittadini solieresi di origine straniera, provenienti ad esempio dal Marocco e da varie regioni dell’India, associazioni che partecipano agli appuntamenti della vita sociale di Soliera e contribuiscono a favorire l’integrazione e il confronto culturale”.

La vita quotidiana della comunità solierese è arricchita, animata e spesso sostenuta dall’impegno dei volontari e delle associazioni che li raggruppano: si allarga in questo modo il numero delle opportunità di gioco, sport, cultura, aiuto e aggregazione sociale, in modo particolare per quanto riguarda le persone più fragili.

La valorizzazione del volontariato e la sperimentazione di forme di collaborazione tra Amministrazione e associazioni è sempre stata al centro delle politiche del Comune di Soliera.

“Con una situazione demografica e sociale in continuo mutamento, con nuove domande e nuovi bisogni, la sinergia con il nostro tessuto associativo e, più in generale, con il terzo settore, rappresenta oggi la risposta più strategica, una via privilegiata per innovare i servizi, diversificare l’offerta e dare un futuro ai servizi alla persona – prosegue Zambelli – Un esempio, fra i tanti, è il nostro social market Il Pane e le Rose, esperienza che ci ha visto tra i primi a investire in un progetto che coinvolge Unione dei Comuni delle Terre d’Argine, Comune di Soliera, la cooperazione sociale e oltre 35 volontari. Il Pane e le Rose aiuta oggi un centinaio di famiglie che attraversano un momento di debolezza e che al social market trovano non solo prodotti alimentari e per la casa, ma anche servizi: un progetto che vogliamo potenziare ed estendere.

Il nostro sindaco Solomita ha scelto, per la scorsa campagna elettorale, una frase di Cesare Pavese che sintetizza ciò che il volontariato rende possibile a Soliera, ogni giorno: Un paese vuol dire non essere soli”.