Gli italiani tornano a donare

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Dopo anni di difficoltà e di segnali negativi, stanno riprendendo quota le pratiche di donazione fra gli italiani. A fare il punto è la ricerca “Noi doniamo – edizione 2019”, pubblicata in occasione del Giorno del Dono del 4 ottobre e condotto dall’Istituto Italiano della Donazione (IID), un’associazione che assicura che l’operato delle organizzazioni non profit italiane sia in linea con standard riconosciuti a livello internazionale e risponda a criteri di trasparenza, credibilità ed onestà.

IID coordina anche la campagna nazionale per il Giorno del Dono, che coinvolge migliaia di realtà nelle settimane intorno al 4 ottobre.

L’indagine prende in rassegna tre dimensioni: la donazione monetaria, il volontariato e la sfera delle donazioni biologiche. Per ognuna di queste dimensioni poi, la ricerca cerca di delineare le tendenze del dono.

“Il primo dato che balza agli occhi – afferma il presidente di IID Stefano Tabò – è la consistenza della grande famiglia dei donatori. In ognuna delle dimensioni indagate esiste un capitale umano e sociale notevole che rappresenta un fattore coesivo imprescindibile per la società. In secondo luogo – prosegue Tabò – registriamo un inizio di inversione di tendenza: dopo anni in cui lentamente il rapporto fra gli italiani e le donazioni si era ridimensionato, nel 2018 quasi tutti i dati che abbiamo raccolto parlano di una leggera crescita”.

Crescono le donazioni economiche, ma cala la fiducia degli italiani
Nel 2018 è tornata a salire, arrivando a toccare quota 18,8 per cento, la percentuale di italiani che donano per una buona causa secondo l’indagine Sinottica su Donazioni e Lasciti di GfK: in 10 anni la quota era scesa dal 30 al 18%. L’Istat dal canto suo riporta nell’indagine multiscopo sulle famiglie italiane che, nel 2018, sono stati 7,65 milioni gli italiani ad aver effettuato almeno una donazione in denaro negli ultimi dodici mesi, 108.000 in più rispetto al 2017.  Secondo i dati BVA Doxa “Italiani Solidali”, nel 2018 è aumentato anche il numero di coloro che dichiarano di aver fatto almeno una donazione informale nell’ultimo anno (dal 31% del 2017 al 44%). 

“Registriamo – commenta il segretario generale IID Cinzia Di Stasio – la crescita della quota di persone che, nell’esprimere la loro voglia di aiutare, non si avvalgono delle associazioni a causa di una minore fiducia”. La stessa indagine BVA Doxa afferma che il motivo principale della mancata donazione ad un’organizzazione è proprio l’assenza di fiducia: vale questa motivazione per il 24% delle persone, mentre il 21% adduce motivazioni di scarsa trasparenza o comunicazione sull’uso dei fondi.

“Questo – aggiunge Di Stasio – ci obbliga a riflettere sul rapporto che il terzo settore ha con i propri donatori, coi volontari e con i beneficiari, sul livello di trasparenza delle proprie comunicazioni, sull’autenticità del rapporto, sulla capacità di valutare e condividere il proprio impatto. Ma anche a considerare gli effetti delle recenti campagne di accusa indifferenziate sulle ONG che creano sospetto generalizzato”.

In leggero aumento anche il numero dei volontari 
Sempre secondo l’indagine multiscopo di Istat, alla data del 2018 risulta composto da 5,54 milioni l’universo di persone dedite ad attività gratuite in associazioni di volontariato, 1,82 milioni impegnate in altre associazioni, 507.000 prestanti opera per un sindacato. Considerando un impegno medio mensile di 20 ore da parte dei volontari, si possono stimare 2 miliardi di ore donate ogni anno dagli italiani. Come riscontrato per la dimensione economica, il numero dei “donatori di tempo” appare stabile, o con variazioni molto contenute. Solo nelle associazioni di volontariato si passa infatti dai 5,47 milioni del 2017 ai 5,54 milioni del 2018. 

Cresce il mondo delle donazioni biologiche
Trend in leggera crescita anche sul fronte delle donazioni di sangue. Nel 2018 il Centro Nazionale Sangue sottolinea l’inversione di tendenza che fa segnare un +0,2% dopo anni con il segno meno. Ammontano a 1,6 milioni gli italiani che nel 2018 hanno donato il sangue almeno una volta, il 92 per cento dei quali è iscritto un’associazione di donatori. Ma cala il numero dei nuovi donatori, un 4% in meno rispetto al 2017 (371.000). Laddove i Comuni hanno attivato il servizio di raccolta delle dichiarazioni di consenso alla donazione degli organi (5.598 amministrazioni in tutta Italia), due italiani su tre esprimono parere favorevole. Dopo tre anni di incrementi calano invece le donazioni di tessuti, che nel 2018 assommano a 13.482 contro le 14.799 dell’anno precedente, 8.765 di esse riguardano le cornee secondo i dati del Centro Nazionale Trapianti

L’edizione integrale della ricerca, insieme ai singoli contributi, è consultabile sul sito osservatoriodono.it