Poste Italiane: attenzione all’esenzione dell’imposta di bollo

La disavventura ci viene raccontata da una volontaria di un’associazione modenese, che, ci dice, vuole render nota la proprio disavventura “per evitare che altre associazioni incappino nello stesso disguido”.

A giugno del 2018 l’associazione apre un libretto postale su cui tenere il denaro di cassa (quota delle tessere degli associati e ricavato delle raccolte fondi). Ad aprile di quest’anno sul libretto, su cui erano depositate poche centinaia di euro, viene applicata, da parte di Poste Italiane una tassa per l’imposta di bollo 50.68 euro da cui l’associazione avrebbe dovuto essere esentata.

A richiedere l’esenzione, però, deve essere la stessa associazione al momento dell’apertura del libretto, informazione che nessuno aveva fornito ai volontari dell’associazione in questione. Una volta infatti che l’imposta viene detratta dal libretto non può più essere recuperata: l’esenzione non è retroattiva.

“A quel punto abbiamo fornito a Poste Italiane tutti i documenti che dimostravano come la nostra associazione sia una realtà appartenente al terzo settore – conclude la volontaria- e d’ora in avanti saremo esentati. Ma…potevano dirlo prima!”

Approfittiamo quindi per ribadire ancora una volta che il D.lgs 117/2017 ha introdotto l’esenzione dall’imposta di bollo a favore delle onlus, delle organizzazioni di volontariato e delle associazioni di promozione sociale iscritte nei rispettivi registri. In particolare l‘art. 82 comma 5 del Codice del Terzo Settore ha stabilito che “gli atti, i documenti, le istanze, i contratti, nonché le copie anche se dichiarate conformi, gli estratti, le certificazioni, le dichiarazioni, le attestazioni e ogni altro documento cartaceo o informatico in qualunque modo denominato posti in essere o richieste dagli enti di cui al comma 1 sono esenti dall’imposta di bollo”. L’ampia formulazione della disposizione comprende nell’esenzione anche le fatture e gli estratti conto.

Come dimostrato da questo episodio, le associazioni per prime devono essere consapevoli delle loro agevolazioni perché il mondo del terzo settore resta ancora sconosciuto in molti contesti.

Chiara Tassi