Nadia: un viaggio per mare per sensibilizzare sull’accessibilità

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Ci è salita anche Nadia, modenese, 37 anni, sull’Adriatica, la barca di Velisti per Caso, in mare fino a fine agosto lungo il Tirreno, da Napoli all’Isola d’Elba. Nadia farà parte dell’equipaggio integrato di ipovedenti -come è lei- non vedenti e vedenti che prendono parte al progetto “Anche a Nettuno piace giallo” lanciato da NoisyVision ONLUS ed inserito nella campagna #YellowTheWorld, volta a sensibilizzare la comunità sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione sociale intesa come l’abbattimento e il superamento delle barriere sensoriali e culturali. Colore chiave il Giallo, tono ben visibile agli ipovedenti e tinta dell’energia più creativa e dinamica.

“Questa non sarà solo una vacanza – fanno sapere dall’Associazione – ma sarà un’esperienza indimenticabile in cui tutti ci nutriremo di bellezza e delle nostre diversità, e da cui torneremo più ricchi che mai”.

Trascorrere sette giorni a bordo di una barca a vela; condividere tempi e ritmi insoliti, spazi ridotti. Ammirare e condividere con tutti i sensi panorami e orizzonti sconosciuti, ascoltare suoni e silenzi che raramente fanno parte delle nostre giornate. Lasciare i porti sicuri e la propria routine, scoprire un altro modo di vivere il tempo e il viaggio, farlo insieme, ognuno con i propri bisogni, le proprie necessità, le proprie peculiarità; e fare fronte, insieme, ai possibili imprevisti.

Un viaggio speciale per un equipaggio d’eccezione: due non vedenti, sei ipovedenti -tra cui Nadia- e tre vedenti, provenienti da diverse parti d’Italia, capitanati dallo skipper Bruno Morelli.

“Coi nostri cammini, gli eventi e i progetti inclusivi – afferma il presidente di NoisyVision ONLUS Dario Sorgato, ideatore di #YellowTheWorld in cui questo progetto si inserisce- vogliamo parlare di accessibilità degli spazi urbani e dei servizi in termini di abbattimento delle barriere sensoriali e fisiche, ma soprattutto dimostrare che con spirito creativo  è possibile andare al di là di quelli che crediamo essere i nostri limiti”.

“Ma chi me lo fa fare?” -continuava a ripetersi Nadia prima di partire- Ma mi conosco e so che per quanto una parte di me ama la quiete del divano e della lettura, le situazioni silenziose e tranquille, ce n’è un’altra che di stare nella zona di comfort non ne ha voglia e spinge per specchiarsi e riconoscersi in situazioni nuove”.

Nadia è partita, tornerà solo a fine mese, e noi non vediamo l’ora di farle raccontare quanto questa sua nuova avventura l’ha arricchita, l’ha cambiata. A bordo di una barca a vela, sulla onde del Tirreno.

Chiara Tassi