5 per mille: resta l’incognita del tetto

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Mancano ormai una decina di giorni alla scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi. Entro il primo luglio, infatti, bisognerà compilare il 730 e con esso sarà possibile scegliere a chi destinare, tra gli altri, anche il 5 per mille, riservato a enti benefici o di ricerca, associazioni e Comuni.

Le donazioni del 5 per mille negli ultimi anni hanno subito un notevole balzo in avanti (e questa è la bella notizia): nel 2006, anno in cui è stato introdotto il contributo, erano 6 milioni i contribuenti che hanno scelto di destinare il proprio 5 per mille, nel 2017 si è arrivati a 16,5 milioni, per un totale di circa 65mila destinatari.

Ma (e qui sta la brutta notizia) ora…i soldi da destinare SONO TROPPI! Nelle dichiarazioni riferite al 2017 è stato infatti superato -come ha confermato l’Agenzia delle Entrate al mensile Vita- il “tetto” dei 500 milioni di euro la cui copertura è prevista per legge. Questo potrebbe significare un ritorno al famigerato “tetto” del 5 per mille, in vigore dal 2010 al 2013, per cui quanto superava coperto per legge tornava automaticamente nelle casse dello Stato. Insomma, le erogazioni dei cittadini oltre i 500 milioni di euro potrebbero non venire distribuite alle associazioni, andando però così contro l’esplicita volontà dei cittadini e togliendo risorse a tante organizzazioni che, proprio grazie al 5 per mille, riescono a funzionare.

Il mensile Vita ha quindi lanciato un appello per far sì che il limite venga alzato nella prossima Legge di Bilancio, evitando così che parte della somma finisca nelle casse dello Stato. Clicca qui per leggere l’articolo di Vita