Siamo 17° in Europa per numero di volontari

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Il dato, nero su bianco, che fa un pò arricciare il naso lo riporta una rilevazione di Eurostat (l’ufficio statistica dell’Unione Europea) che per la prima volta fornisce a livello europeo la classifica del volontariato nei 28 paesi dell’Unione: l’Italia è al 17° posto nel volontariato formale (ossia un contesto organizzato, sia questo un’associazione o un ente), al 22° in quello informale (svolto autonomamente). 

Un interesse crescente, quello dell’Europa, per temi quali solidarietà, partecipazione e volontariato, che ha dato vita alla prima ricerca svolta in tutta l’Unione, con standard e criteri uguali per tutti: all’interno della rilevazione EU-SILC, su reddito e condizioni di vita, è stato dedicato un capitolo a partecipazione sociale. E quel che ne esce dà importanti spunti su cui riflettere. 

E quindi, dove si fa più volontariato in Europa? I dati Eurostat -riferiti al 2015- parlano chiaro: la più alta percentuale di volontari (formali) in Europa è in Olanda, dove il 40,3% ha svolto attività di volontariato strutturata. Seguono Danimarca (38,7%), Lussemburgo (36,7%), Svezia (35,5%) e Finlandia (34,1).

E l’Italia? Noi compariamo solo al 17° posto su 28, con una media di circa il 12% di volontari formali. Peggio ancora se consideriamo invece il volontariato informale, dove scendiamo ancora più giù, raggiungendo il 22° posto con l’11,4 per cento di cittadini. 

Interessante notare come per il nostro paese non si registri un significativo scarto tra i due modelli, al contrario di quanto avviene in altre nazioni: in Olanda, ad esempio, si va del 40,3% di cittadini impegnati in volontariato formale all’82,5% di informale; in Svezia dal 35,5 al 70,4, in Finlandia dal 34,1 al 74,2 per cento o in Polonia dal 13,8 al 54,6 per cento.

Ma un primato l’Italia ce l’ha. Purtroppo, vien da aggiungere: stando sempre ai dati riportati nella rivelazione EU-SILC, il nostro è infatti il paese in Europa con la maggior percentuale di persone che dichiarano di non avere nessuno a cui rivolgersi – che siano parenti, amici, vicini di casa o conoscenti – per chiedere in caso di bisogno un aiuto di tipo morale o materiale. Versa in questo stato, in Italia, il 13,2% per cento delle persone a fronte di una media europea del 5,9. 

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