Trasparenza sui contributi pubblici: entro il 28 febbraio la rendicontazione

In base alla legge 124/2016 è previsto a partire dal 2019 un nuovo obbligo di rendicontazione per gli enti del terzo settore che ricevono contributi pubblici.

L’adempimento è stato oggetto di una serie di chiarimenti da parte del consiglio di stato con il parere del 28 marzo 2018 e di ulteriori chiarimenti con la Circolare del Ministero del Lavoro dell’11 gennaio 2019.

Vediamo in sintesi i contenuti:

Chi? Associazioni di protezione ambientale a carattere nazionale e quelle presenti in almeno 5 regioni individuate con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;
associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale; associazioni e le fondazioni, nonché tutti i soggetti che hanno assunto la qualifica di ONLUS
In sintesi tutti gli Ets
Imprese
Cosa? sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici di qualunque genere attribuiti da Pubbliche amministrazioni o da altri soggetti in controllo pubblico ai sensi dell’art 2bis L.33/13
Esempi: contributi su progetto, convenzioni, cinque per mille e concessioni di beni strumentali o in comodato in base al valore dichiarato dall’amministrazione concedente
Quanto? I contributi pubblici ricevuti devono essere superiori a 10.000,00 complessivi
Come? Pubblicazione del rendiconto contenente :
a)     denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente;
b)     denominazione del soggetto erogante;
c)     somma incassata (per ogni singolo rapporto giuridico sottostante);
d)     data di incasso;
e)     causale
Quando? Entro il 28 febbraio di ogni anno per l’anno solare precedente secondo criterio per cassa ( vale il momento dell’incasso indipendentemente dalla competenza)
Dove? Sul sito dell’ente
Sul sito della rete associativa di appartenenza
Sulla pagina facebook dell’ente
Per le imprese ( anche cooperative sociali) nella nota integrativa a bilancio
Sanzioni In caso di mancata pubblicazione è previsto l’obbligo di restituzione ai soggetti eroganti delle somme ricevute.
Il consiglio di stato e la circolare ritengono che la sanzione in oggetto si applichi solo alle imprese e non agli enti del terzo settore.
Chi controlla Pubblica amministrazione erogante.
Pubblica amministrazione incaricata della tenuta dei registri.

In questo contesto il sito di italia no profit propone un servizio gratuito per la creazioni del proprio modello da pubblicare sul sito dell’associazione.

Lo strano caso delle cooperative sociali
La circolare chiarisce la posizione di un ente “ibrido” come le cooperative sociali, perché nonostante siano Onlus di diritto, sotto il profilo civilistico sono società. In questo caso prevale il secondo aspetto e sono, quindi, considerate alla stregua delle imprese. Anche loro, quindi, avranno l’obbligo di pubblicità e trasparenza – pena la restituzione delle somme ricevute – e di inserire la comunicazione nella nota integrativa del bilancio di esercizio e nella nota integrativa del bilancio consolidato, ove esistente.

Anche sul suto del CSV la pubblicazione dei contributi pubblici
Le associazioni non profit possono pubblicare anche in pagine dedicate dei siti web dei Csv i propri dati riguardo i contributi percepiti dalle pubbliche amministrazioni (legge 124/2017) relativi al 2018. Il chiarimento arriva da una risposta del ministero del Lavoro e Politiche sociali a un quesito avanzato da CSVnet. L’opportunità riguarda le organizzazioni interessate che sono prive di un sito internet o di un profilo Facebook e che non facciano parte di nessuna rete associativa. La pubblicazione deve avvenire a tre condizioni: registrazione da parte dell’ente, fornitura e responsabilità dei dati direttamente riconducibile a quest’ultimo (con dichiarazione firmata del legale rappresentante), agevole raggiungibilità della pagina dalle pubbliche amministrazioni e da terzi.