Carpi: orto e cucina per i più fragili

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Abbinare “orto” e “cucina” è ormai un classico, e lo dimostrano i tanti format di successo in onda anche in tv, ma qui l’aspetto innovativo sta innanzitutto nella tipologia di persone cui questo progetto è rivolto: si tratta infatti di bambini, ragazzi e adulti fragili, disabili o non autosufficienti. Obiettivo di “Coltivare e cucinare in solidarietà” è infatti in primo luogo quello di sostenere l’autostima e l’inclusione sociale di queste persone che, come già ampiamente sperimentato, beneficiano enormemente di percorsi di orticoltura e di cucina. “Il progetto – dice il presidente di U.S.HA.C Carpi Carlo Alberto Fontanesi- è importante per le persone che, indipendentemente dalle cause e dal percorso di ognuno di loro, sono accomunate da una situazione di fragilità che possono, almeno in parte, superare conducendo insieme esperienze di lavoro comune in attività basilari come il coltivare e il cucinare: su questo tipo di attività c’è già tanta esperienza, ma tanto ancora di nuovo si può scoprire”.

Il progetto, che vede come portabandiera proprio l’associazione U.S.HA.C. di Carpi, ha permesso però di creare una rete di soggetti che hanno collaborato per la riuscita dell’intero programma, tra cui le associazioni carpigiane Al di là del muro, Sopra le righe dentro l’autismo, Acat Carpi e Mirandola, A.L.I.CE. , il Gruppo genitori figli con handicap di Soliera ma anche il Centro Sociale Loris Guerzoni di Carpi. “La Regione, nel bando per l’assegnazione dei contributi aveva messo come condizione tassativa che il progetto coinvolgesse almeno 3 associazioni –continua Fontanesi- Nel nostro caso, il co-progetto coinvolge 6 associazioni e vede come partner un Centro Sociale, a cui se ne possono aggiungere altri anche in corso d’opera. Questo a dimostrazione che le associazioni e gli enti già sanno che oltre a progetti singoli ,c’è grande bisogno di progetti condivisi per unire le forze e conseguire risultati di più ampia portata e utilità sociale rispetto a quanto ogni associazione può fare individualmente”.

Tre i percorsi sviluppati, in altrettante sedi: a Novi un programma interamente rivolto a ragazzi e bambini, a Soliera l’appuntamento per chi ha la possibilità di partecipare agli incontri al mattino ed infine a Carpi per chi invece preferisce il pomeriggio. La stessa, però, la struttura del progetto: da un lato gli utenti si dedicheranno alla coltivazione di un orto –messo a disposizione in ciascuno dei tre territori proprio per il progetto, con tanto di coltivazioni “rialzate” a misura di carrozzina- dall’altro seguiranno laboratori di cucina che permetteranno di acquisire conoscenze e competenze nuove, oltre che di socializzare con gli altri partecipanti.
Al termine delle lezioni, in ogni sede del progetto, si terrà un pranzo di fine corso con i piatti che ciascun gruppo di lavoro avrà imparato a cucinare: un modo, ancora una volta, per stare insieme ma anche per dimostrare che ce la si è fatta. A tutto vantaggio –anche- della propria autostima.

Le associazioni che partecipano al progetto hanno già individuato un congruo numero di partecipanti, ma le iscrizioni alle attività sono ancora aperte. Chi volesse ricevere maggiori informazioni può contattare direttamente la sede di U.S.HA.C Carpi info@ushac.it.

Chiara Tassi