Thomas Malaguti e il volto dell’architettura sociale

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“L’architettura è quella cosa troppo importante per essere lasciata agli architetti” diceva De Carlo, architetto genovese tra i fondatori del Team 10. Io ribadirei: “Per essere lasciata solo agli architetti”. Per me l’architettura è un’arte, un mestiere, che deve rivolgersi alle persone e avere un approccio condiviso. In questo processo l’architetto assume il ruolo importantissimo di visione, progettazione e messa a sistema delle risorse per raggiungere obiettivi comuni. In termini meno pratici, credo che l’architettura sia l’abilità umana di entrare in relazione con gli spazi, trasformandoli in luoghi per le persone, dando loro significati e creando paesaggi a varie scale”.

di Laura Solieri 

Thomas Malaguti, 31 anni, di Camposanto è un giovane architetto innamorato del suo lavoro che ha da poco fondato l’associazione Khora lab, che si occupa di ricerca, indagando i campi dell’architettura, della pianificazione territoriale, dell’innovazione sociale ed economica, dei processi culturali e dei beni comuni.

“Tutte macro aree d’agire che oggi si condensano attorno al tema della rigenerazione urbana, territoriale e sociale – spiega Thomas, presidente di Khora lab e membro del comitato scientifico – L’architettura è di per sé legata a temi sociali: la casa, il lavoro, l’accoglienza, la cultura, lo svago”.

Da tecnico, Thomas ha collaborato e collabora per aiutare numerose associazioni locali a mettere in piedi i loro giorni di festa, contribuendo a concretizzare i loro scopi sociali. Khora lab, ad esempio, fa parte del progetto Quadricromie che dal 2009 continua a colorare le strade di Camposanto e non solo.

Nel corso dell’estate 2018, infatti, due nuovi murales sono andati ad arricchire il museo a cielo aperto di Camposanto, grazie al progetto Quadricromie, portato avanti dall’associazione Fermata 23, in collaborazione con la neonata Khora Lab e #veritasuimuri. Le opere, realizzate sulla facciata posteriore e laterale della sala polivalente Ariston, sono frutto del lavoro degli artisti Psikoplanet e Collettivo FX e sono state realizzate con il patrocinio della regione Emilia-Romagna, della Provincia di Modena e dell’amministrazione comunale di Camposanto, grazie al sostegno di numerosi sponsor.

Nelle ultime settimane, il progetto Quadricromie ha valicato i confini camposantesi instaurando due collaborazioni e contribuendo alla realizzazione di altrettanti interventi sul territorio: il primo, realizzato sul palazzetto dello sport di Mirandola per l’Anpi locale, è stato realizzato da Riccardo Buonafede ed è un omaggio a due grandi figure dello sport, Gino Bartali e Mohammed Ali, e al loro impegno nel sociale. Il secondo riguarda invece la rigenerazione della stazione Rolo-Novi-Fabbrico, insieme alle associazioni Rock in Rolo, Totart e La Contea.

“Partecipare a progetti come questo, aver potuto assistere al corso di street art partecipato tenuto da Psiko Planet e propedeutico al muro 2018, è sicuramente un bagaglio esperienziale che mi porto dietro – dice Thomas – Mi ha fatto capire che anche sul nostro territorio, per tradizione aperto, c’è bisogno di più coinvolgimento e dialogo. Quando ci si confronta nascono cose belle, oltre che necessarie.  Ritengo che il bello in architettura non sia un concetto puramente estetico – conclude Thomas – Un’architettura bella deve funzionare. Deve riparare, accogliere il lavoro, permettere di rilassarsi e divertirsi, anche emozionare, a seconda dei problemi che è chiamata a risolvere. Se fa quello che deve fare e facendolo emoziona, allora, per me, si può definire bella”.