Un decalogo per comunicare meglio il volontariato

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In una società sempre più arrabbiata ed egoista i volontari hanno il compito di alzare la voce e mettere in circolo narrazioni credibili e positive. Dal seminario di formazione civile che si è svolto la settimana scorsa a Lucca, organizzato dal Centro Nazionale per il Volontariato e dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione, arriva un decalogo per contrastare odio, fake news, rancore ed egoismo sociale e far crescere la comunicazione del volontariato e la cultura della solidarietà.
 
Vox populi – per una pedagogia del bene e un rimedio al rancore” era il titolo, e la sfida, posta a Lucca e i relatori che hanno animato le sessioni hanno costruito un quadro spietato, ma pieno di speranza e possibilità: quello di una società che rischia di perdere progressivamente i valori positivi che il volontariato ha sempre coltivato. Ma nella quale lo spazio per educare al bene è vasto e va praticato. Per questo i partecipanti si sono messi al tavolino ed hanno condiviso riflessioni e idee per “contrattaccare”.
 
Il contesto parla chiaro: c’è una perdita di fiducia nella società anche nei confronti del volontariato, un’erosione dovuta anche al fatto di essere visti come un’emanazione del pubblico e dello Stato, nonché per il fatto di prendersi cura di tutti, senza esclusioni. Di fronte a questo serve una reazione forte per costruire giorno dopo giorno una nuova credibilità e una forza attrattiva per i giovani, per educarli e avvicinarli al mondo della solidarietà. 
 

Comunicare di più e meglio è la strada, ma non solo. Serve anche essere migliori, lavorare meglio e in modo più incisivo. Ecco quindi, in dieci punti, la guida per una nuova credibilità del volontariato:

 
1. Non fare di più, ma fare meglio
Frammentazioni, steccati, gelosie e individualismi non sono più concessi. La credibilità inizia dalla qualità dell’agire: più collaborazione, più lavoro di rete e maggiore coordinamento per leggere i bisogni della società.
 
2. Coerenza fra apparire ed essere
I volontari sono orientati da valori costituzionali, positivi e importanti: anche nella loro comunicazione di tutti i giorni devono essere coerenti con questi valori.
 
3. Respingere il falso
I volontari sono persone come tutte le altre, ma hanno in mano la responsabilità di generare comunicazione associativa e personale pulita e costruttiva, non prestando il fianco a falsità, disinformazione, ambiguità e luoghi comuni.
 
4. Prevenire il discredito
Per uno che sbaglia paga la reputazione di tutti: con la sua forte connotazione etica il volontariato è vittima del clima di ostilità e sfiducia in modo ancora più forte. Una comunicazione costante e continuativa può generare gli anticorpi per non essere vittime di errori altrui.
 
5. Meno presidenti, più presenti
Fare volontariato è agire insieme: una comunicazione personalistica di presidenti e leader mette in secondo piano l’azione collettiva e il senso della servizio che si fa. Serve più concretezza e meno personalismo.
 
6. Semplicità e immediatezza
Comunicazione pulita, messaggi chiari, semplici e limpidi favoriscono l’accesso dell’opinione pubblica alle attività del volontariato e magari anche l’ingresso dentro le associazioni. Comunicare in modo più semplice e diretto è la chiave del cambiamento
 
7. Più comunità e più community
Crescono le associazioni, diminuiscono i volontari: non siamo capaci di parlare ad una voce sola? L’entusiasmo, alla base della viralità e della credibilità, nasce dal gioco di squadra e dalla capacità di costruire comunità di sostegno intorno.
 
8. Più ironia e storie positive
Le storie sono la risorsa più grande del volontariato: comunicarle più e meglio e con impatto positivo è la chiave per generare empatia e partecipazione. Con tutti gli ingredienti necessari allo storytelling di qualità (ironia, emozione, fiducia, multimedialità, etc. ).
 
9. Popolare di bene i social media
Luoghi di influenza della cultura sociale, i social sono anche i luoghi in cui praticare -e non solo predicare- i valori del volontariato: non avere paura ed essere presenti su più piattaforme, condividendo tutta la comunicazione positiva che viene generata. 
 
10. Più formazione, più capacità
Con nuovi e vecchi volontari costruire momenti di formazione e autoformazione sull’identità associativa, la sua storia, i suoi linguaggi, i suoi valori. Per trovare forme di comunicazione all’esterno condivise ed efficaci.