Riforma: per gli enti con ricavi sotto i 220mila euro si torna al bilancio per cassa

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Il 10 settembre 2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il dlgs 105/2018 che, per il rotto della cuffia il 3 agosto, è andato a integrare e correggere quanto previsto dal codice del terzo settore. Il codice infatti prevedeva il termine di un anno dalla pubblicazione per l’emanazione di un decreto correttivo che aggiustasse le imperfezioni del codice che fossero emerse nella pratica.
Si tratta di un importante segnale da parte dell’attuale governo e parlamento che indica che si intende andare avanti sul percorso tracciato dalla riforma, che come detto in più occasioni manca ancora di svariati tasselli.

In primo luogo si allungano i termini per gli enti per gli adeguamenti statutari che da febbraio 2019 passano ad agosto 2019. Entro questa data, poi, ragionevolmente, dovrebbe essere operativo anche il registro unico del terzo settore.

Viene ripristinata la possibilità di esenzione dall’imposta di registro in sede di costituzione per le organizzazioni di volontariato, ponendo riparo a una previsione che per le associazioni di volontariato costituiva un peggioramento.

Viene inserito tra i settori di attività d’interesse generale la prevenzione del randagismo e la tutela degli animali, confermando l’impianto attuale che vede per le associazioni che si occupano di animali la possibilità di iscriversi ai registri.

Nell’articolo relativo al Bilancio e alle scritture contabili con alcuni piccoli interventi di maquillage sono inseriti alcuni chiarimenti e semplificazioni.

Gli enti del terzo settore che conseguono ricavi sotto i 220 mila euro (il precedente limite era 50 mila euro) possono approvare un semplice rendiconto di cassa al posto del bilancio di esercizio.

L’obbligo di sottoporsi a revisione legale dei conti sussiste solo per gli enti di maggiori dimensioni.

Viene regolato espressamente il regime per gli enti già in possesso della personalità giuridica e che si iscriveranno al registro unico del terzo settore, dandogli la possibilità di mantenerla anche in caso di uscita dal registro.

Ulteriori modifiche riguardano il tema delle convenzioni prevedendo che le pubbliche amministrazioni pubblichino su i loro siti gli atti relativi alle convenzioni sia nella fase di richiesta che nella fase di assegnazione e l’inserimento degli stessi anche nell’ambito della sezione amministrazione trasparente.

Quindi buone notizie, integrazioni condivisibili e segnali di movimento!
Arrivederci alle prossime puntate
Avv. Cristina Muzzioli