Terzo settore: ecco cosa cambia con il decreto correttivo

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E’ stato approvato lo scorso 2 agosto –nell’ultimo giorno utile- il decreto correttivo al Codice del terzo settore. Poi il caldo, le vacanze, il Ferragosto. Bene, ora è arrivato il momento di tornarci su per vedere quali sono le principali modifiche per il mondo del volontariato.

Prima di cominciare va detto che il Governo ha recepito parte delle osservazioni avanzate dal mondo del terzo settore nelle commissioni parlamentari. Cosa, quindi, al momento buona. Ma entriamo nei dettagli:

Promozione del volontariato dei lavoratori subordinati
Modifiche sono state introdotte all’articolo 17 del codice su “Volontariato e attività di volontariato”. Recuperando un’indicazione della ormai abrogata legge quadro sul volontariato (266/91) si vuole favorire l’attività volontaria: per i lavoratori subordinati che vogliano svolgere attività volontaria in un ente del terzo settore, infatti, si ripropone la possibilità di flessibilità oraria o di turnazione, concordata con l’azienda o prevista dagli accordi o dai contratti collettivi.

Si allarga la platea dei potenziali volontari
Si allarga la base di possibili volontari per le associazioni di secondo livello grazie alla modifica all’articolo 32: finora i volontari associati ad associazioni di secondo livello non potevano prestare attività nell’organizzazione “madre”. Con la modifica “avvalendosi prevalentemente dell’attività di volontariato dei propri associati o delle persone aderenti agli enti associati” questo vincolo viene sciolto e si allarga la platea di potenziali volontari.

Un anno per reintegrare la base associativa
Nei casi di modifiche alla base associativa delle odv, inoltresi allungano i tempi per adeguarsi alla normativa. Al comma 1 art. 32 si dà tempo un anno all’odv che vede ridotto il numero di associati oltre quello richiesto dalla legge per reintegrarlo, senza essere cancellata dal registro unico nazionale. La proroga vale anche per le associazioni di promozione sociale (Art.11).

Reintegro dell’esenzione dell’imposta di registro per le odv
Grazie alle modifiche all’articolo 82, le odv saranno esentate dal pagamento dell’imposta di registro per gli atti costitutivi e per quelli connessi allo svolgimento delle attività, così come era già previsto dalla 266/91.

Adeguamento degli statuti, arriva la proroga di 6 mesi
Onlus, organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale avranno tempo fino ad agosto 2019 (e non fino a febbraio) per adeguare i propri statuti alla richieste del codice (tra cui l’aggiunta della denominazione “ente del Terzo settore o l’acronimo ETS”, la modifica del numero dei soci e la definizione delle aree di intervento). La modifica al comma 2 dell’articolo 101 prevede, inoltre, l’eliminazione della parola “impresa sociale” (ormai subordinata a una specifica legislazione con il decreto 112/2017). La proroga era una delle principali richieste avanzate dal Forum del terzo settore in una lettera aperta inviata al Governo e ai presidenti delle due commissioni parlamentari interessate.

Più spazio alla collaborazione Stato-regioni per la gestione dei fondi
Il decreto prevede che l’atto annuale di indirizzo del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali per il Fondo di finanziamento di progetti e attività di interesse generale (art. 72 – di cui vi avevamo già parlato qui) sia preceduto dall’acquisizione dell’intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, in quanto l’intervento riguarda ambiti di carattere concorrente. In più, gli enti non profit riceveranno il contributo statale per l’acquisto di ambulanze, autoveicoli per attività sanitarie e beni strumentali (art. 76), anche nel caso di donazione di tali beni alle strutture sanitarie pubbliche da parte delle organizzazioni di volontariato, così come era previsto nella legge 342/2000.

Altre modifiche
Nel decreto sono infine presenti chiarimenti per la gestione delle attività di interesse generale esercitabile dagli enti di terzo settore, tra cui l’inserimento della tutela degli animali, la definizione delle scritture contabili e del bilancio che riguardano le “attività diverse” da quelle generali, sul ruolo degli organi di controllo interno nella gestione dell’accesso al registro nazionale del terzo settore, chiarimenti sulla rendiconto per cassa, titoli di solidarietà, legislazione sul Dopo di Noi. Il decreto contiene, inoltre, una serie di indicazioni per garantire la trasparenza amministrativa sia per gli enti pubblici che per gli enti di terzo settore.