Trasparenza e terzo settore: un nuovo adempimento urgente

C’è un nuovo adempimento per le associazioni di terzo settore, che dalla ultime interpretazioni pare sia in vigore già oggi per i contributi ricevuti nel 2017, riguarda l’obbligo di pubblicare sul proprio sito i contributi ricevuti da enti pubblici per più di 10.000 euro in un anno.

C’è un applicazione predisposta da Italia No profit che permette di creare un prospettino con i contenuti richiesti e di inserirlo sul proprio sito (l’esistenza di associazioni senza sito sembra non considerata) https://italianonprofit.it/strumenti/l124

di Avv. Cristina Muzzioli

L’art. 1, cc. 125-129 della legge 4 agosto 2017, n. 124 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza) configura una serie di obblighi di pubblicità a carico di soggetti che intrattengono rapporti economici con le pubbliche amministrazioni o altri soggetti pubblici.

Tra i soggetti interessati compaiono anche le associazioni e le fondazioni, nonché tutti i soggetti che hanno assunto la qualifica di Onlus (ai sensi del decreto legislativo n. 460 del 1997), quindi un po’ tutti i soggetti del terzo settore.

La norma prevede che tali soggetti pubblichino, nei propri siti o portali digitali le informazioni relative a «sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque a vantaggi economici di qualunque genere», superiori a 10.000 Euro, ricevuti da:

a) pubbliche amministrazioni;

b) società controllate di diritto o di fatto direttamente o indirettamente da pubbliche amministrazioni (ivi comprese quelle che emettono azioni quotate in mercati regolamentati e le società da loro partecipate);

c) società in partecipazione pubblica;

d) soggetti di cui all’art. 2-bis, del decreto legislativo n. 33 del 2013 (Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni):

  • enti pubblici economici e agli ordini professionali;
    associazioni, fondazioni ed enti di diritto privato comunque denominati, anche privi di personalità giuridica, con bilancio superiore a cinquecentomila euro, la cui attività sia finanziata in modo maggioritario per almeno due esercizi finanziari consecutivi
    nell’ultimo triennio da pubbliche amministrazioni e in cui la totalità dei titolari o deincomponenti dell’organo d’amministrazione o di indirizzo sia designata da pubbliche amministrazioni;
  • associazioni, fondazioni ed enti di diritto privato, anche privi di personalità giuridica, con bilancio superiore a cinquecentomila euro, che esercitano funzioni amministrative, attività di produzione di beni e servizi a favore delle amministrazioni pubbliche o di gestione di servizi pubblici.Vista la formulazione ampia della norma pertanto gli enti del terzo settore che ricevano contributi, rimborsi da convenzione o benefici di valore superiore ai 10.000,00 euro d parte di enti pubblici ( o simili vedi elenco sopra) dovranno pubblicare sul proprio sito l’ammontare e la provenienza dei contributi ricevuti.

Da quando decorre questo obbligo?

Da quanto dice la nota del Ministero dello sviluppo economico del 13 febbraio 2018 in risposta al forum del terzo settore da quest’anno già per i contributi ricevuti nel 2017 ,non ritendo questo adempimento in contrasto con quanto previsto in termini di trasparenza dal Codice del terzo settore all’art 14 e dalla circolare uscita a dicembre scorso sul tema del diritto transitorio che fissa al 2019 per i compensi dati nel 2018 l’obbligo di trasparenza per le associazioni con proventi superiori ai 100.000 euro di pubblicare sul proprio sito i compensi o corrispettivi a qualsiasi titolo attribuiti ai componenti degli organi di amministrazione e controllo, ai dirigenti nonché agli associati.

Nonostante la vessatorietà della previsione e la ragionevolezza di interpretazioni che facciano decorrere l’obbligo dal 2019 per i contributi ricevuti nel 2018, per stare sul sicuro è meglio adeguarsi.

Per farlo in fretta Italia no profit propone un’ applicazione che permette di compilare uno schemino con i contributi pubblici ricevuti suddivisi per ente pubblico erogante e di inserirlo automaticamente sul proprio sito: https://italianonprofit.it/strumenti/l124

In alternativa è sufficiente un prospetto preparato dall’associazione o ente con il medesimo contenuto e il suo inserimento sul sito. L’obbligo investe solo chi abbia ricevuto contributi superiori a 10.000 euro complessivi, ma una volta raggiunta questa cifra con un ente pubblico per adottare un’ interpretazione prudente riguarda tutti i contributi ricevuti da enti pubblici.

La sanzione prevista (e assolutamente da evitare) è la restituzione delle somme ai soggetti eroganti.

Quindi in mancanza di indicazioni diverse last minute (sempre possibili) adempiamo e facciamo il prospettino da soli o con aiuto dall’applicazione gratuita di Italia no profit.

Clicca qui per consultare il riferimento normativo