Tommaso Mori: Così vi racconto l’R-Nord di Modena

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Un progetto culturale e artistico dedicato a un luogo con una valenza sociale significativa per Modena.

di Laura Solieri

“L’obiettivo del progetto “R-Nord” è raccontare questo luogo a partire dalla sua comunità ed architettura in costante evoluzione – racconta Tommaso Mori, 29 anni, di Modena, che nella vita si occupa di fotografia e comunicazione – L’idea è nata in seguito ad un progetto realizzato nel 2017 presso un altro luogo recentemente riqualificato: il quartiere Carmine di Brescia.

L’esperienza ha stimolato in me il desiderio di comprendere meglio il modo in cui una comunità cambia nel corso di un processo di riqualificazione urbana. Ho scelto R-Nord perché è uno dei luoghi di Modena su cui più si sono concentrati gli sforzi per il cambiamento”.

La proposta di progetto di Tommaso è vincitrice del concorso nazionale “ABITARE” indetto dal Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, la realtà museale più importante in Italia per quanto riguarda la fotografia contemporanea. “Fino a giugno –spiega Tommaso – sarò impegnato a collaborare con le realtà e gli enti che danno vita ad R-Nord per creare un progetto di ritratto partecipato e realizzerò dei ritratti che saranno fruibili dentro R-Nord stesso. Successivamente, i risultati di questa ricerca saranno presentati nel mese di giugno presso La Triennale di Milano durante la Photoweek”.

Tommaso racconta che i suoi progetti partecipati nascono dalla volontà di creare opere d’arte con persone mai conosciute prima. “Il fine sociale più immediato è quello di rendere l’arte aperta a tutti. Molto spesso l’arte è percepita come qualcosa di faticoso, riservata a pochi e che non può trovare spazio nella vita di tutti i giorni. Nei miei progetti di arte partecipata creo invece dei momenti in cui chiunque può stampare con le proprie mani un ritratto creato insieme sul momento. È un modo di restituire potere alla collaborazione tra individui, e dare alle persone la possibilità di vedersi in maniera differente.

Credo che la mia ispirazione derivi da artisti come Richard Renaldi, Franco Vaccari e Diane Arbus in cui il ritratto più che un’immagine è il risultato di una stupenda relazione tra sconosciuti. Non conosco mai le persone che fotograferò, così come loro non conoscono né me né il mio passato. Mi interessa proprio questo spazio infinitesimale in cui due sconosciuti si incontrano e per qualche secondo interagiscono collaborando senza sapere niente dell’altro.

E’ un modo per dare agli altri e a se stessi qualche secondo di libertà totale, scegliendo l’immagine di sé che si preferisce, sapendo che ci sarà un’altra persona pronta ad accettarla. Detto questo – conclude Tommaso – ho realizzato anche progetti più strettamente legati al sociale al fine di mettere in evidenza tematiche per me importanti: ho creato progetti di arte partecipata a favore dello Ius Soli e dei diritti civili delle persone LGBTQA, e recentemente ho scelto di donare i proventi del mio ultimo progetto a “Liberiamoci dalla Violenza”, il primo centro in Italia per l’accompagnamento di uomini che vogliono uscire dalla violenza, che ha sede a Modena”.

Per informazioni e partecipare al progetto è possibile scrivere a errenord@gmail.com