La riforma del Terzo Settore in pillole: prima puntata

Da questa settimana iniziamo -col prezioso supporto della nostra legale di riferimento, Avv. Cristina Muzzioli- un piccolo viaggio a puntate alla scoperta dei contenuti delle riforma del Terzo Settore.

Gli ambiti della riforma riguardano
Il servizio civile volontario
L’impresa sociale
Il 5 per mille
Il codice del terzo settore
Ci dedicheremo in particolare ai contenuti dell’ultimo punto.

Prima puntata
I principi ispiratori
Cominciamo dai principi ispiratori, le condivisibili parole d’ordine che hanno animato la riforma: valorizzazione e riconoscimento, riordino e semplificazione e trasparenza e rendicontazione.

Valorizzazione e riconoscimento
Viene riconosciuto espressamente il valore delle formazioni sociali del terzo settore e le loro funzioni sociali.
Nell’ambito di un testo a valore normativo si da un riconoscimento legale al fenomeno sociale terzo settore e pertanto all’impegno delle persone attive in questo settore e alle attività delle tante organizzazioni che ne fanno parte impegnandosi per il benessere della comunità. Come ripetuto dal professor Stefano Zamagni in varie occasioni per sottolineare l’importanza del passaggio da un regime concessorio a un regime di riconoscimento “Non devo chiedere il permesso per fare del bene, ma per fare del male”. Per la prima volta pertanto c’è un riconoscimento del terzo settore e della sua importanza per la comunità in una cornice normativa.

Riordino e semplificazione
La riforma si sforza di razionalizzare la giungla delle norme sul terzo settore riunendo nello stesso testo (il codice del terzo settore dlgs 117-17) tutte le norme relative al terzo settore con un notevole effetto di semplificazione. Il lavoro non è completo perché comunque per la piena applicazione delle nuove norme mancano ancora alcuni tasselli, ma lo sforzo e i risultati sono apprezzabili.
Nello stesso testo sono contenute le norme sulla regolamentazione civilistica e fiscale degli enti, sull’iscrizione al registro, sulla concessione di immobili e le attività di raccolta fondi, insomma una sorta di bibbia per gli enti del terzo settore che dovrebbe facilitare la vita degli enti e dargli tutti gli strumenti per capire come agire correttamente

Trasparenza e rendicontazione
La correttezza e la trasparenza sono concetti base attraverso i quali le organizzazioni del terzo settore testimoniano i valori alla base del loro operare.
La riforma lavora fortemente su questo, prevedendo una serie di strumenti a favore della massima visibilità di quello che le associazioni fanno e di come lo fanno, attraverso la previsione di specifici obblighi di trasparenza, rendicontazione e valutazione dell’impatto sociale.
Non si può non condividere il principio stabilito a favore della tutela della fede pubblica e della comunità che le risorse raccolte da un ente del terzo settore debbano essere impiegate con particolare cautela e in conformità alle finalità istituzionali dell’ente, anche se questo può implicare un maggiore lavoro amministrativo da parte dell’ente in materia di rendicontazione.