LA RIFORMA IN PILLOLE: SESTA PUNTATA – I VOLONTARI

Posted on
Dopo aver parlato nelle scorse puntate di quello che possono o non possono fare gli enti interessati dalla riforma del terzo settore, ora poniamo l’attenzione sulle persone che di quegli enti fanno parte. A cominciare dai volontari

La riforma del terzo settore introduce la figura del volontario di ente del terzo settore definendo come volontario “una persona che, per sua libera scelta, svolge attività in favore della comunità e del bene comune, anche per il tramite di un ente del Terzo settore, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per promuovere risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiarie della sua azione, in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà”.

Tutti gli enti del Terzo settore possono avvalersi di volontari nello svolgimento delle proprie attività e sono tenuti a iscrivere in un apposito registro i volontari che svolgono la loro attività in modo non occasionale.

Quindi si generalizza la possibilità di utilizzo dei volontari per tutti gli enti del terzo settore (prima era una figura prevista solo per le associazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale) e si va allargare quello che potrebbe essere chiamato “il sistema volontariato”: possibilità di uso dei volontari e allargamento della generale incompatibilità tra la qualifica di volontario e di lavoratori retribuito (in qualsiasi modo) per l’ente del terzo settore nel quale si fa volontariato.

L’utilizzo di prestazioni lavorative gratuite è da considerare un’eccezione alla regola generale e pertanto questo allargamento della figura del volontario è una vera novità.

All’interno del terzo settore le associazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale sono tenute a portare avanti la loro attività istituzionale con l’apporto prevalente dei volontari definito anche numericamente: i soci volontari devono essere più del 50% di eventuali lavoratori retribuiti nelle odv, mentre per le aps vale il limite alternativo di più del 50% di eventuali lavoratori o del 5% dei soci.

I volontari non possono essere pagati: ad essi possono essere rimborsate le spese vive sostenute per lo svolgimento delle loro attività secondo la regolamentazione preventivamente deliberata dall’associazione. L’associazione potrà quindi deliberare di rimborsare al volontario pasti, trasferte o altre spese sostenute per la propria attività.

Il codice del terzo settore prevede anche la possibilità di un rimborso sulla base di una autocertificazione resa ai sensi dell’articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 del volontario , purché non si superi l’importo di 10 euro giornalieri e 150 euro mensili e l’organo sociale competente abbia deliberato sulle tipologie di spese e le attività di volontariato per le quali è ammessa questa modalità di rimborso.

Non tutti  gli associati sono volontari e pertanto per gli associati non volontari non vige l’incompatibilità per eventuali rapporti di lavoro all’interno dell’organizzazione: il socio dovrà scegliere se fare volontariato o lavorare per l’ente.

I volontari occasionali sono esentati dall’obbligo assicurativo, anche se nella realtà non sarà facile definire chi sono i volontari occasionali.
Non si considerano volontari attivi anche coloro che coadiuvano occasionalmente a livello ammnistrativo il lavoro degli organi sociali, quindi chi da una mano per gli adempimenti amministrativi dell’ente, sembra al di fuori dell’obbligo assicurativo.

Al di là degli obblighi di legge quante e quali persone assicurare sarà comunque una scelta politica che l’ente dovrà fare al momento della stipula dell’assicurazione.

Sul tema assicurativo uscirà un apposito decreto ministeriale su meccanismi assicurativi semplificati, con polizze anche numeriche, e i relativi controlli.

In caso di convenzione con enti pubblici è confermato che gli oneri assicurativi sono tra le spese obbligatoriamente da rimborsare a carico dell’ente pubblico.

Per approfondire:
ASVM propone nei vari distretti modenesi seminari di introduzione alla Legge delega e ai Decreti attuativi, dei quali verranno illustrati i principali contenuti e le innovazioni introdotte. A presentare il materiale, l’avvocato Cristina Muzzioli, consulente del Csv, e Gian Paolo Crepaldi del Forum Terzo Settore regionale, che approfondiranno in particolare il Codice del Terzo Settore. Clicca qui per consultare il calendario degli incontri

Sei volontario di un’associazione? Leggi qui
Riforma del terzo settore: Forum e CSVnet raccolgono le segnalazioni

Vuoi rileggerti le puntate precedenti?
– Prima puntata: i principi ispiratori della riforma
– Seconda puntata: definizione di enti del terzo settore
– Terza puntata: i settori di attività
– Quarta puntata: le attività “altre”
– Quinta puntata: la raccolta fondi