REDDITO DI SOLIDARIETÀ: CHE COS’È E COME FUNZIONA

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A circa un mese dall’entrata in vigore del RES -e contestualmente alla campagna “Tutti responsabili”- facciamo il punto sul RES, un aiuto che arriverà nelle tasche di circa 20mila famiglie emiliano romagnole

Un sito internet, ma anche opuscoli, locandine e manifesti a disposizione dei cittadini negli sportelli sociali dei Comuni: è “Tutti responsabili”, la campagna informativa sul reddito di solidarietà promossa dalla Regione Emilia-Romagna. Sono circa 20mila le famiglie potenzialmente interessate -sulle 49mila stimate e presenti in regione- e 35 milioni di euro le risorse stanziate annualmente dalla Regione per realizzare questa nuova misura di contrasto alla povertà.

Si tratta di famiglie composte soprattutto da giovani coppie con tre o più figli a carico, single, anziani con bassissimo reddito e che nel complesso rappresentano quasi il 2% dei nuclei residenti in regione.

Il Reddito di solidarietà prevede da un minimo di 80 euro al mese per i nuclei di una sola persona fino a un massimo di 400 euro al mese per famiglie con cinque o più componenti.

L’accesso al Res dovrà essere accompagnato da un progetto di attivazione sociale e inserimento lavorativo, concordato e sottoscritto dai componenti maggiorenni del nucleo familiare, dal referente del Servizio sociale territoriale del Comune competente e, in caso di proposte per l’inserimento lavorativo, dal Centro per l’impiego.

Possono accedere al Reddito di solidarietà i nuclei familiari, anche unipersonali, di cui almeno un componente sia residente in Emilia-Romagna da almeno 24 mesi, con Isee corrente inferiore o uguale a 3mila euroL’accesso al Reddito di solidarietà è incompatibile con la fruizione da parte di ciascun membro del nucleo familiare del Sia (Sostegno per l’inclusione attiva), della Naspi (nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego) o dell’assegno di disoccupazione (Asdi) o di altro ammortizzatore sociale con riferimento agli strumenti di sostegno al reddito in caso di disoccupazione involontaria. L’intervento sarà concesso per non più di 12 mesi, superati i quali il sostegno potrà essere richiesto solo trascorsi almeno altri 6 mesi.

La domanda per ottenere il Res deve essere presentata da uno dei componenti il nucleo familiare allo Sportello sociale del Comune territorialmente competente, tramite apposito modello.

Per informazionires@regione.emilia-romagna.it e http://www.regione.emilia-romagna.it/urp/