DOPO DI NOI, ALL’EMILIA-ROMAGNA OLTRE 2.7 MILIONI PER IL 2017

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Ammontano a  2.795.900 euro le risorse destinate alla Regione Emilia-Romagna per l’anno in corso destinate a finanziare i percorsi di accompagnamento e della relativa assistenza alle persone con disabilità grave, prive del sostegno familiare

Come previsto dalla legge cosiddetta Dopo di noi, con decreto ministeriale del 21 giugno, registrato il 21 luglio alla Corte dei conti e in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sono stati ripartiti 38,3 milioni di euro finalizzati ad assistere i disabili rimasti senza famigliari che se ne prendano carico.

La ripartizione fra le Regioni è stata fatta in base al numero di persone con disabilità nell’età 18-64 anni, secondo i dati Istat. All’Emilia-Romagna – sesta dopo Lombardia, Lazio, Campania, Sicilia e Veneto – andrà pertanto il 7,3 dei fondi messi a disposizione per finanziare percorsi di accompagnamento a favore di soggetti disabili per l’uscita dal nucleo familiare di origine o per la de-istituzionalizzazione, interventi di supporto alla domiciliarità in soluzioni alloggiative con predeterminate caratteristiche, programmi di accrescimento della consapevolezza e di abilitazione per la gestione della vita quotidiana. In particolare, deve trattarsi di abitazioni, inclusa quella di origine del disabile, o di gruppi-appartamento o soluzioni di co-housing che riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa familiare.

Inoltre, deve trattarsi di soluzioni che offrano ospitalità a non più di 5 persone, salvo deroghe che possono essere stabilite dalle Regioni, in via eccezionale, motivate in base ai particolari bisogni assistenziali delle persone inserite, nella forma di più moduli abitativi nella medesima struttura; in ogni caso, a valere sulle risorse del Fondo, non sono previsti finanziamenti per strutture con singoli moduli abitativi che ospitino più di 5 persone, per un totale di non più di 10 persone complessive nella struttura, inclusi eventuali posti per situazioni di emergenza e/o sollievo, in un massimo di due.

Leggi il commento dell’Assessore Regionale al Welfare Elisabetta Gualmini