UN PROGETTO PER COMBATTERE L’ESTREMISMO

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Nel Modenese e non solo è in corso un interessante progetto finanziato dall’Unione Europea tramite il programma Erasmus+ con l’obiettivo di creare e sperimentare, grazie al coinvolgimento diretto dei ragazzi, un modello di politiche di prevenzione finalizzato a contrastare e prevenire tra i giovani fenomeni di marginalizzazione e radicalizzazione violenta

A livello internazionale non esiste una definizione universalmente accettata di radicalizzazione, in chiave generale si potrebbe affermare che la radicalizzazione è un processo di evoluzione personale che conduce progressivamente verso varie forme di estremismo. Si tratta di un percorso nel quale l’individuo, mutando i propri comportamenti, le proprie credenze e i propri sentimenti giunge ad appoggiare, sostenere, incoraggiare una visione del mondo incline alla violenza e all’intolleranza.

Ne abbiamo parlato con Manuela Tagliani, 30 anni, laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, che dopo la laurea ha deciso di proseguire la sua formazione nell’ambito minorile frequentando il Master Interdisciplinare sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza organizzato dall’Università Milano-Bicocca in collaborazione con Unicef Italia.

«Grazie al Master ho cominciato a collaborare con le realtà del terzo settore e con il CRID – Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità dell’Università di Modena e Reggio Emilia, grazie al quale sono entrata in contatto con la Cooperativa sociale Anziani e non solo di Carpi, la quale mi ha proposto di lavorare nell’ambito del progetto YEIP – The Youth Empowerment and Innovation Project.

Il progetto è finanziato dall’Unione Europea tramite il programma Erasmus+ e ha come obiettivo quello di creare e sperimentare, grazie al coinvolgimento diretto dei ragazzi, un modello di politiche di prevenzione finalizzato a contrastare e prevenire tra i giovani fenomeni di marginalizzazione e radicalizzazione violenta, attraverso l’ausilio degli strumenti del Good Lives Model e della psicologia positiva. Il progetto coinvolge venti organizzazioni, inclusi quattro Ministeri, vari enti pubblici a livello regionale, università e ong, appartenenti a otto paesi europei. Per quanto riguarda l’Italia, referente è la Cooperativa sociale Anziani e non solo che sta lavorando in partenariato con la Regione Liguria, anch’essa partner, supportate dal CRID».

La psicologia positiva e il Good Lives Model adottano un paradigma basato sui punti di forza della persona e sulla valorizzazione di ciò che rende “la vita meritevole di essere vissuta”. «Aiutando le persone a sviluppare progetti di vita significativi, queste sarebbero meno portate a commettere reato e dunque l’obiettivo del progetto YEIP è costruire e testare un’innovativa politica di intervento nei confronti delle giovani generazioni, basata sui principi del Good Lives Model e della psicologia positiva al fine di contrastare l’emarginazione sociale e minimizzare il rischio di radicalizzazione violenta. Invece che trattare i giovani come un rischio – spiega Manuela – queste misure si focalizzeranno sui loro talenti e punti di forza, aiutandoli a sviluppare identità positive».

Il progetto intende sperimentare un modello che possa trovare applicazione e diffusione a livello nazionale, con ampie ricadute sul territorio emiliano e ligure ove verrà portata avanti la fase di sperimentazione iniziale. «Il progetto verrà presentato ufficialmente durante una conferenza internazionale che si terrà a Modena il 22 gennaio 2018 – conclude Manuela – Sarà un’importante occasione per confrontarsi sulle tematiche della radicalizzazione e per conoscere esperienze e pratiche di prevenzione realizzate in altri paesi europei».

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito del progetto YEIP, www.yeip.org. Chiunque volesse supportare questo lavoro di ricerca fornendo informazioni in merito a progetti di prevenzione della radicalizzazione nelle giovani generazioni o collaborando alla sperimentazione può scrivere a YEIP@anzianienonsolo.it 

Dalla nostra rubrica Noi ci siamo – Gazzetta di Modena