APPROVATI I DECRETI SUL TERZO SETTORE

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Le posizioni ufficiali di CSVnet e Forum Terzo Settore

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa di CSVnet:

Approvati i decreti sul Terzo settore: una svolta per il volontariato
A 20 anni dall’inizio del funzionamento dei Centri di servizio, la normativa che li riguarda viene profondamente rivista, legittimando il loro operato e aprendo una seconda stagione di interventi, in cui tutto il Terzo settore si responsabilizza nella promozione del volontariato

Roma, 12 maggio 2017 – Il Consiglio dei Ministri ha oggi approvato e consegnato ai pareri delle Commissioni parlamentari competenti e della Conferenza Stato-Regioni i tre decreti legislativi che permetteranno di completare l’attuazione della Riforma del Terzo settore (legge delega 106/16).

In particolare, a 20 anni dal DM del 1997 che consentì ai Centri di Servizio per il volontariato di iniziare ad operare, il decreto legislativo sul Codice del Terzo settore, in una specifica parte, rivede profondamente e in dettaglio quella normativa, vecchia nella logica e inadeguata nel contenuto.

Attese da tempo, le nuove disposizioni rivedono significativamente l’attuale configurazione dei CSV, ma permettono altresì di legittimare e valorizzare l’esperienza da essi maturata. Viene così riconosciuta l’importanza del lavoro fin qui svolto in tutte le regioni d’Italia, ponendo le condizioni per una seconda stagione dell’intervento, all’insegna della responsabilizzazione di tutto il Terzo settore nella promozione del volontariato.

Nel solco di quanto già indicato dalla legge 106/16, riconosciamo nel dispositivo la volontà di determinare una svolta precisa, confermando il radicamento dei CSV nel quadro di condizioni operative finalmente omogenee in tutto il territorio nazionale.

Questi i principali contenuti della svolta:
1) viene allargato il raggio d’azione dei CSV ai volontari di tutti gli enti di Terzo settore;
2) viene sancito il principio delle “porte aperte”, grazie al quale nella governance dei Centri potranno partecipare gli enti di Terzo settore (pur garantendo la maggioranza dei voti nelle assemblee alle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 266/91);
3) vengono definiti i principali criteri per il nuovo accreditamento dei CSV e per il controllo del loro operato;
4) si stabiliscono i criteri di incompatibilità tra la carica di presidente dei CSV e quelle in altre istituzioni pubbliche e private;
5) viene per la prima volta prevista la produzione di servizi e strumenti a carattere nazionale;
6) viene affermata l’importanza della continuità dell’azione dei CSV anche sotto il profilo del relativo finanziamento.

Mentre si appresta a seguire con particolare attenzione l’ultimo tratto dell’iter normativo, il sistema dei CSV conferma di essere pronto ad evolvere per corrispondere al meglio ad un mandato che sta per ampliarsi confermando la peculiarità strategica dello sviluppo del volontariato. E ad assumersi le responsabilità che da questo derivano, anche nell’accompagnare il volontariato nella comprensione e nell’applicazione dell’intera riforma.

“Bisogna fare di più e meglio”, invece, secondo il Forum Terzo Settore…

Riforma del Terzo settore: “Passi avanti, ma bisogna fare di più e meglio”
Il Forum Emilia Romagna condivide le preoccupazioni del Forum Nazionale e lancia un appello ai parlamentari del territorio e alla Regione

Il Consiglio dei Ministri ha appena approvato i decreti attuativi della legge di riforma del Terzo settore e questi saranno inviati alle Camere per i necessari pareri prima della loro adozione definitiva.

Grazie alla modalità di lavoro introdotta con l’accordo di collaborazione tra Forum Nazionale e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 27 aprile, sono stati fatti importanti passi avanti nella stesura dei testi. Poche settimane di lavoro efficace, ma insufficienti ad affrontare in modo compiuto una materia estremamente complessa.

“Ci sono stati sicuramente dei miglioramenti – ha dichiarato la portavoce del Forum Claudia Fiaschi – ma i decreti scontano tempi troppo stretti per un’utile discussione su tutte le previsioni della delega. Per questo abbiamo sostenuto la necessità di una proroga. Ciò che è stato votato oggi in Consiglio dei Ministri ci soddisfa solo in parte e avvertiamo la necessità, sulla base dell’accordo del 27 aprile, di una ripresa immediata del confronto istituzionale per trovare soluzioni alle criticità che permangono”.

Di queste, nei decreti approvati, almeno tre preoccupano in modo particolare.

Le modifiche introdotte all’ultimo minuto sul dlgs “impresa sociale” mettono a rischio la sopravvivenza della cooperazione sociale, la più importante esperienza di economia sociale e civile su base democratica e partecipativa del nostro Paese.

E’ necessario un supplemento di lavoro sulla fiscalità, a partire dall’applicazione della l.398/91, per superare, in alcuni casi, appesantimenti del carico fiscale soprattutto per l’associazionismo.

Le previsioni che dovranno regolare la vita delle organizzazioni tendono a limitare oltre il necessario le libertà e le autonomie statutarie che sono alla base dell’iniziativa associativa e incrementano il carico burocratico sulle associazioni.

Alla luce di questo quadro il Forum dell’Emilia Romagna si unisce all’appello del Forum Nazionale e invoca i propri parlamentari e la Regione affinché vigilino sulla Riforma.

“Facciamo appello ai parlamentari emiliano-romagnoli perché seguano da vicino questo ultimo iter e mettano in atto le correzioni necessarie affinché non si devasti un mondo che nel nostro territorio rappresenta un’eccellenza e un pilastro per la coesione sociale”, sottolinea il Portavoce del Forum Terzo Settore Emilia Romagna, Federico A. Amico.

“Una coesione sociale che vede le sue radici nella collaborazione e nel reciproco impegno di terzo settore e Enti locali – prosegue Amico – . Mettere in crisi il terzo settore significa mettere in crisi questo Patto e mettere a rischio la coesione sociale dell’intero territorio. Per questo chiediamo alla Regione, al Governatore, anche in qualità di Presidente della Conferenza Stato-Regioni, agli Enti locali di far sentire la propria voce”.