RIFORMA DEL TERZO SETTORE: LE POSIZIONI DI CSVNET, FORUM TERZO SETTORE E MOVIMENTO DI VOLONTARIATO ITALIANO

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Per approfondire, ecco le due posizioni discordanti di CSVnet, Forum del Terzo Settore e Movimento Volontariato Italiano a proposito dell’urgenza o meno dell’approvazione dei decreti attuativi della legge 106/16

Sabato 6 maggio si è svolta l’assemblea nazionale di CSVnet di cui riportiamo di seguito il comunicato stampa conclusivo che – già dal titolo –  non lascia alcun dubbio in merito alla posizione della maggioranza dei CSV italiani riuniti a Roma.

Riforma del Terzo settore, CSVnet: “Il governo approvi subito il decreto”

Una rapida approvazione del decreto delegato riguardante i Centri di servizio per il volontariato previsto dalla Riforma del Terzo settore è stata chiesta dall’assemblea nazionale dei CSV svoltasi sabato scorso a Roma. Si tratta dell’ultimo passo che il Governo deve compiere per rendere effettiva una riforma necessaria. Procrastinare l’assunzione della decisione significherebbe ampliare un’attesa che rischia di diventare dannosa. C’è bisogno di avviare quanto prima la complessa fase di cambiamento che dovrà poter contare su un adeguato tempo di transizione.

Come già prefigurato dalla legge 106/16, l’entrata in vigore del decreto comporterà una significativa evoluzione nella promozione del volontariato affidata ai CSV in tutte le regioni del Paese. Da questa consapevolezza prende forma l’impostazione della Conferenza nazionale 2017 di CSVnet (l’appuntamento culturale organizzato ogni anno), prevista a Roma dal 29 settembre all’1 ottobre. Durante l’assemblea, sono stati presentati il titolo – “Al Centro per tutti – Il volontariato che accoglie il cambiamento” – e il programma di massima. Nei tre giorni d’incontro, sono previsti confronti pubblici (con le istituzioni, con le reti del non profit, con esperti e studiosi) e i tradizionali gruppi di lavoro sugli aspetti operativi dei CSV: dalla qualità dei servizi alla trasparenza, dall’allargamento dei destinatari (la riforma prevede che i CSV siano a disposizione dei volontari di tutti gli enti di Terzo settore) alle risorse economiche, dall’organizzazione alla comunicazione.

Su quest’ultimo tema è stata ricordata in assemblea la recente approvazione del nuovo Piano di CSVnet, che prevede tra l’altro una stretta integrazione tra comunicazione interna e esterna, la valorizzazione della rete di comunicatori dei CSV, un nuovo sito web e un generale potenziamento dei contenuti della comunicazione prodotta dal sistema. È stato illustrato in proposito l’avvio di un grande reportage sui CSV a venti anni esatti dall’inizio delle attività. È infatti del 1997 il decreto che ha regolato le funzioni dei Centri; dei 71 oggi attivi, una buona metà ha iniziato le proprie attività nello stesso anno, ma il reportage – intitolato “Venti anni di servizio” – racconterà la storia di tutti i CSV, attraverso cronologie, documenti e interviste con i protagonisti. Il lavoro verrà presentato nel novembre prossimo.

Tornando alla riforma del Terzo settore, la sollecitazione dei CSV a far presto è arrivata in una giornata di particolare importanza per la vita di CSVnet. Oltre al bilancio consuntivo 2016, l’assemblea ha infatti approvato il nuovo statuto e relativo regolamento: una organica ridefinizione delle regole frutto di una lunga fase di confronto interno sull’autoriforma del “sistema” volta al suo consolidamento.

I nuovi testi puntano anzitutto a rafforzare la partecipazione e la cooperazione dei CSV nel contesto della loro associazione nazionale, attraverso una comunicazione più fluida e pluridirezionale, il rafforzamento della “Area riservata” (una intranet particolarmente complessa e dotata anche di strumenti tecnici per la gestione dei Centri), la crescente possibilità di portare istanze di ogni tipo alla discussione dell’assemblea, una diversa distribuzione di funzioni fino ad oggi in carico alla presidenza.

Tra le novità, le regole sulla incompatibilità tra le cariche negli organi sociali di CSVnet ed altri incarichi come quello di parlamentare nazionale ed europeo, consigliere o assessore regionale, dirigente nazionale di partito politico, sindacato o associazione di categoria.

L’assemblea si è conclusa con la decisione di rimandare il rinnovo degli organi sociali, in scadenza al prossimo novembre. Uno slittamento di circa due mesi che si estenderebbe fino ad arrivare al maggio 2018 in caso dell’entrata in vigore dell’atteso decreto delegato, in modo da assicurare continuità all’azione degli attuali organi di CSVnet nel delicato passaggio.

Ufficio stampa CSVnet

Del tutto discordante la posizione del Forum del Terzo Settore in un comunicato stampa del 4 maggio:

Riforma del Terzo settore: Il Forum invoca la proroga

L’esecutivo nazionale del Forum nella seduta odierna -4 maggio- ha avviato l’analisi complessiva della riforma alla luce dei testi predisposti sulla normativa fiscale.

“Sono necessari tempi più lunghi per una valutazione adeguata di una materia così delicata per la vita delle organizzazioni. Il momento è cruciale: quella che riguarda le misure fiscali è una partita estremamente importante all’interno del percorso di riforma. Dal suo esito, infatti, dipenderà non solo l’efficacia dell’intero impianto normativo ma anche l’esistenza stessa di molte organizzazioni di Terzo settore”. Così la Portavoce al termine della riunione.

A pochi giorni dalla firma del documento che ufficializza la collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sul percorso di riforma del Terzo settore, il Forum Nazionale esprime forte preoccupazione circa il testo del decreto fiscale predisposto dal Governo, che dovrà essere sottoposto a breve al vaglio del Parlamento.

“Siamo soddisfatti del riconoscimento politico del nostro ruolo di soggetto autorevole e rappresentativo del Terzo settore italiano”, prosegue Fiaschi. “II lavoro fatto sul tavolo tecnico e politico in questi giorni ci ha dato conferma che gli strumenti individuati nell’accordo, peraltro auspicati dallo stesso Parlamento in sede di approvazione della legge, sono quelli giusti per costruire correttamente la riforma, ma i tempi a disposizione per un’attività che porti a risultati efficaci e condivisi non sono sufficienti”.

“I testi attuali dei vari decreti – in primis quello fiscale – necessitano ancora di un lavoro di affinamento che dia coerenza all’impianto normativo e sia adeguato al valore sociale ed economico che il Terzo settore rappresenta per il Paese. Pur continuando il nostro impegno a collaborare per l’elaborazione dei nuovi testi”, conclude la Portavoce, “ribadiamo quindi al Governo la necessità di una proroga di alcuni mesi per trasformare gli sforzi di questi anni in un lavoro in grado di soddisfare le aspettative e le esigenze del Terzo settore”.

Ufficio stampa Forum Nazionale del Terzo Settore 

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Movimento di Volontariato Italiano:

ll volontariato non ci sta, non si cancellano 40 anni di cammino

In questi giorni, avvicinandosi la scadenza della delega al Governo per la riforma della normativa del terzo settore (2 luglio 2017), sono state presentate le bozze di alcuni importanti decreti che vanno a disegnare il cuore delle nuove leggi, tra queste il “testo unico del terzo settore”, che modifica in modo significativo il Codice Civile, e la riforma delle normative fiscali.

Ci è stato chiesto nel giro di pochi giorni di esprimere un parere sulle bozze, ma riteniamo impossibile esaminare in un tempo così breve testi corposi che affrontano questioni complesse e che modificano e stravolgono le normative che regolano il nostro mondo.

Siamo preoccupati in particolare del rischio di arretramento sul fronte delle conquiste del Volontariato, del suo riconoscimento come agente di democrazia e partecipazione e come forza generatrice di ogni altra forma del Terzo Settore.

Contestiamo una riforma che sembra voler regolare appalti e servizi confondendoli con il volontariato e la cittadinanza attiva.

Non possiamo accettare che si butti via in pochi giorni quanto costruito in 40 anni di cammino e di impegno!

Chiediamo al Parlamento ed al Governo di prevedere i tempi necessari per i dovuti passaggi e chiarimenti, al fine di evitare che una riforma così delicata e importante fallisca dopo aver creato tante aspettative.

Chiediamo di poter verificare le ricadute di cambiamenti anche radicali che rischiano di creare molto più scompiglio che beneficio nel sistema della solidarietà organizzata.

Chiediamo un confronto approfondito con il mondo del volontariato, confronto approfondito che finora non è avvenuto.