VOLONTARI DI PUBBLICA UTILITÀ: IN VIA DI RINNOVO LA CONVENZIONE CON IL TRIBUNALE DI MODENA

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In occasione del rinnovo del progetto nato a Carpi nel 2010, sono oltre cento le persone che hanno svolto ore di volontariato presso le associazioni del territorio convenzionate

Oltre cento persone, 85 uomini e 18 donne, in maggioranza tra i 30 e 39 anni, coinvolte in 15 associazioniper 11.117 ore di volontariato totali: sono questi i numeri di Volontari di pubblica utilità, il progetto che, promosso nel maggio 2010 dalla Fondazione CR Carpi e dal suo ente strumentale Fondazione Casa del Volontariato, consente di commutare la pena prevista per alcune fattispecie di reato previste dal Codice della Strada – principalmente, ma non solo, guida sotto l’influenza dell’alcool e guida in stato di alterazione per l’uso di sostanze stupefacenti – in ore di volontariato, totalmente gratuito, da effettuare presso una delle 13 associazioni di riferimento, per conto delle quali la Fondazione Casa del Volontariato ha stipulato un’apposita Convenzione con il Tribunale di Modena, con l’ulteriore vantaggio dovuto al fatto che la commutazione della pena è senza effetti rispetto alla fedina penale dell’interessato.

Le associazioni sono USHAC (Unione Sportiva Handicap Carpi), ALICe (Associazione per la lotta all’ictus cerebrale), Gruppo Parkinson Carpi, Cooperativa sociale Il mantello, UISP comitato provinciale, Università libera età Natalia Ginzburg, ANCESCAO (Coordinamento comunale centri sociali e orti), ALICe Carpi (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale), Cooperativa sociale S.C.A.I., CSI (Centro Sportivo Italiano) comitato di Carpi, Al di là del muro, Cooperativa sociale Eortè Onlus, CRI (Croce Rossa Italiana comitato di Carpi) e Associazione Amica (Amici delle case protette e centri diurni delle Terre d’Argine), Circolo parrocchiale QdQ Asd, Circolo Rinascita A.D.S.R.C.

Un progetto, questo, che ha saputo calamitare l’interesse di un numero crescente di associazioni (passate da 10 a 13) e richiedenti, tanto che la lista d’attesa per poter svolgere volontariato – è fissato a 15 il numero di soggetti che, contemporaneamente, possono prestare servizio presso gli enti ospitanti – è tutt’altro che esigua, con 6 domande in attesa di accoglimento.

Il totale delle ore di pubblica utilità già svolte ammonta complessivamente, come precedentemente sottolineato, a oltre undicimila.

Il progetto rappresenta dunque un felice esempio di avvicinamento delle persone alla galassia del volontariato e ai suoi principi, nonché di rendere sempre più diffusa questa modalità alternativa di intendere la pena – non solo e non tanto come sanzione e/o punizione, ma soprattutto come opportunità educativa e compensativa.

“Un’iniziativa che continueremo a portare avanti con convinzione – commenta il Presidente della Fondazione Casa del Volontariato Nicola Marino – perché negli anni ha permesso sia alle associazioni di incontrare nuove persone e ricevere un aiuto concreto in termini di ore di volontariato, sia, dal punto di vista di chi ha prestato il servizio, di venire a contatto con diverse realtà del Terzo settore, scoprendo magari un mondo dal quale erano distanti. Oltre a permettere direttamente di svolgere la pena in maniera alternativa e utile alla collettività, questo progetto consente anche, indirettamente, di diffondere i valori del volontariato sul territorio.”