Dopo il sisma, una nuova sede per l’Avis di Mirandola

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La nuova struttura consente di effettuare la raccolta quotidiana di plasma in aferesi su appuntamento e quella di sangue intero due volte al mese. Venturi: “E’ la conferma che in questo territorio sono fortemente radicati solidarietà e senso di appartenenza”

Dalla vecchia sede – resa inagibile a causa del terremoto del 2012 – a quella nuova, nell’ala ovest dell’ospedale “Santa Maria Bianca” e inaugurata ufficialmente il 28 gennaio. Inizia così un nuovo capitolo della storia dell’Avis di Mirandola: dopo alcuni anni in cui, in attesa di una sistemazione definitiva, sono stati utilizzati per la raccolta del sangue dei locali all’interno dell’ospedale, sabato scorso il taglio del nastro di uno spazio appositamente dedicato, dotato di sei poltrone per il prelievo.

A Mirandola, nel 2015, sono state raccolte 1.407 unità di sangue intero e 1.377 unità di plasma da aferesi, per un totale di circa 3.000 unità, inclusi gli altri emocomponenti in aferesi. I dati relativi al 2016, non ancora consolidati, mostrano un andamento analogo, con un lieve incremento, rispetto all’anno precedente. “Tutto ciò conferma- ha sottolineato l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi, presente all’inaugurazione insieme al sindaco di Mirandola, Maino Benatti, e a rappresentanti delle istituzioni e dell’Avis- che in questo territorio, pur con le complessità legate al percorso di riorganizzazione, affrontato peraltro positivamente e con grande impegno, sono fortemente radicati solidarietà e senso di appartenenza. Davvero grande- ha aggiunto l’assessore- è la sensibilità di istituzioni e volontariato alla tematica della donazione di sangue. Un bene infinitamente prezioso, che può essere solo donato”.

La nuova struttura consente di effettuare la raccolta quotidiana di plasma in aferesi su appuntamento e quella di sangue intero due volte al mese secondo un calendario prefissato.

(foto: Sassuolo2000)