IL TERZO SETTORE HA LA SUA RIFORMA

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Approvata in via definitiva, due anni dopo l’annuncio del premier Renzi, la legge delega di riforma del terzo settore. I decreti attuativi sono attesi entro 12 mesi. Ecco cosa cambia…

Mercoledì 25 maggio sarà ricordata come una data storica per il Terzo Settore italiano: ieri infatti la Camera ha approvato definitivamente il testo della legge delega di riforma del terzo settore (Qui il testo della seduta).

239 i voti favorevoli, 78 i contrari per una legge attesa da decenni e che va a riformare non solo il terzo settore ma anche l’impresa sociale e il servizio civile. Il provvedimento, lo ricordiamo, era stato già approvato in prima lettura dalla Camera, poi modificato nel passaggio al Senato e ieri ha incassato il via libera definitivo. “Un percorso tortuoso -lo ha definito Redattore Sociale– arrivato “blindato” al capolinea ed atteso ora alla prova dei fatti”.

Ma che cosa cambierà? Un registro unico nazionale, un Codice del terzo settore, il riordino della disciplina anche fiscale, un nuovo impulso all’impresa sociale, l’istituzione del servizio civile universale, la nascita del Consiglio nazionale del terzo settore, la Fondazione Italia Sociale. Questi i punti principali della legge delega, in attesa che il governo -che avrà un anno di tempo dalla data di entrata in vigore, quindi in teoria fino a giugno 2017- dia attuazione effettiva a questi principi attraverso i decreti legislativi delegati.
Clicca qui per un dettaglio dei punti principali delle legge delega – da Redattore Sociale

Una data storica, si diceva, per l’approvazione della legge, che ha portato con se un mare di reazioni dal mondo associativo, da quello cooperativo, dal mondo del volontariato e dal panorama politico. Ecco quindi un breve quadro di quanto raccolto dalle principali testate sociali del paese:
– Riforma del Terzo Settore, le reazioni di Lorenzo Maria Alvaro
– Riforma terzo settore, “bella notizia”. Ma già si pensa alla seconda fase da Redattore Sociale

Soddisfatto anche il presidente di CSVnet Stefano Tabò dopo l’approvazione definitiva, per “l’impegno a sostenere ruoli e funzioni dei volontari, l’impegno alla trasparenza e l’impegno alla ‘ripulitura’ del terzo settore”. I CSV già pronti al cambiamento, “preoccupati per la forte riduzione delle risorse”. Leggi il comunicato stampa di CSVnet