IL SERVIZIO VOLONTARIO EUROPEO A MODENA: LA TESTIMONIANZA DI DUE RAGAZZE CHE COLLABORANO CON NOI

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Il 2016 è l’anno del Ventennale del Servizio Volontario Europeo, preziosa opportunità di mobilità e apprendimento che l’Unione Europea offre ai giovani fra i 17 e i 30 anni. L’Associazione Servizi per il Volontariato di Modena, accreditato come ente di coordinamento prima e poi, dal 2003, come ente di accoglienza, crede fortemente che un volontario europeo sia una risorsa preziosissima per un’organizzazione che lavora nel non profit

Dal 1996 sono stati oltre 100mila i giovani tra i 17 ed i 30 anni che sono partiti come volontari attraverso questo programma europeo istituito con l’obiettivo di promuovere la loro partecipazione attiva e l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro.

Nello specifico dell’ultimo biennio 2014/2015 (ovvero i primi due anni del neonato programma Erasmus+ dentro cui è confluito lo SVE) sono stati oltre 1.200 i giovani italiani che hanno partecipato allo SVE.

Le mete più scelte dai giovani italiani Germania, Spagna, Francia, Polonia, Portogallo, Turchia. Lo SVE continua così a permettere ai giovani di svolgere un’attività di volontariato in un Paese del Programma o al di fuori dell’Europa, per un periodo che va da 2 a 12 mesi, impegnati come “volontari europei” in progetti locali in vari settori o aree di intervento: cultura, gioventù, sport, assistenza sociale, patrimonio culturale, arte, tempo libero, protezione civile, ambiente, sviluppo cooperativo, ecc.

L’Associazione Servizi per il Volontariato di Modena, accreditato come ente di coordinamento prima e poi, dal 2003, come ente di accoglienza, crede fortemente che un volontario europeo sia una risorsa preziosissima per un’organizzazione che lavora nel non profit: interculturalità, voglia di fare, innovazione, progettualità, scambi di idee sono alcuni degli elementi che lo SVE porta con sé.

Accogliendo un volontario, un’organizzazione può arricchire le proprie consuete attività mediante un approccio interculturale, l’apporto di nuove idee e di un valore aggiunto; grazie al volontario, l’ente ha inoltre un’interessante opportunità di confrontare le proprie esperienze con altre organizzazioni europee.

L’Asvm fornisce in particolare supporto alle associazioni di volontariato nella fase di accreditamento come ente di accoglienza e in tutte le fasi di stesura di progetti di servizio volontario: ricerca di enti partner europei, selezione di candidati volontari, monitoraggio delle attività e tutoraggio dei volontari, organizzazione e amministrazione del progetto etc. Per informazioni: valeria.ferrarini@volontariamo.it

Di seguito una nostra intervista a due ragazze che stanno da qualche mese prendendo parte come volontarie europee ai progetti delle associazioni del territorio coordinati dall’Associazione Servizi Volontariato Modena. Due storie diverse alle spalle. Due modi di intendere il Servizio Volontario Europeo.

Presentati…
Sono Rosa Torreblanca Kirchmeyer, ho 25 anni, vengo da Malaga, Spagna.

Come mai hai scelto di fare un’esperienza SVE? quali studi hai fatto?
Sono laureata in Giurisprudenza all’Università di Malaga. Avevo già fatto, prima di venire qui, un anno di Erasmus in Francia, una bellissima esperienza di vita. Una volta rientrata nella mia città e terminati gli studi, però, ho subito voluto iniziare una nuova avventura. Ed ecco che mi si è presentata la possibilità di partire con un progetto di Servizio Volontario Europeo. Ed ho colto l’occasione.

Perchè hai scelto Modena e l’ASVM come sede del tuo progetto SVE?
Come ASVM avete tanti progetti inerenti l’area legale, che quindi riunivano sotto un unico cappello la mia formazione universitaria ed il campo sociale cui sono sempre stata interessata. Sto seguendo diversi progetti: dalle consulenze legali che vengono date alle associazioni direttamente dall’ASVM, ai progetti, ad es. sull’amministratore di sostegno, il lavoro con gli stranieri del progetto Migrantes ma anche un progetto sui diritti con Arcigay. Una cosa che amo è partecipare ai laboratori che le diverse associazioni organizzano all’interno delle scuole –medie e superiori- in cui si parla di mediazione e risoluzione dei conflitti, bullismo, interculturalità. Stando a contatto con i volontari, ma anche con i ragazzi, ho potuto imparare tantissimo e che sono sicura che quanto appreso qui mi sarà utile per sempre.

Credi che sia un’esperienza che ti sta facendo crescere? Stai acquisendo competenze che poi potrai usure nel mondo del lavoro?
Credo proprio di si, soprattutto perché dopo aver passato anni all’università a studiare sui libri qui sto imparando che cosa significa stare a contatto con la gente, con i colleghi d’ufficio, con i ragazzi. Anche dal punto di vista personale, poi, entrare in contatto e convivere con altre culture, essere flessibile e adattarti a nuove regole è sempre una spinta alla crescita.

Cosa ti piace di più di questa esperienza? cosa di meno?
La cosa che mi piace di più è l’opportunità di imparare tantissimo da tanti progetti diversi. Sono cose che non ho mai visto, esperienze che non ho mai fatto: credo di avere scoperto un mondo pieno di possibilità.

Invece diciamo che forse il momento più difficile è stato all’inizio, quando arrivi solo, senza sapere la lingua, senza amici, catapultata in una cultura diversa di una città che non conosci. Non è facile: ti manca la tua famiglia, il tuo paese, i tuoi amici. Poi però in pochissimo tempo conosci gente nuova, che ora sono i miei amici, la mia seconda famiglia.

Quanto ancora ti fermerai? 
Il mio progetto finisce la prima settimana di luglio, per un totale di 9 mesi.

Cosa ti mancherà di più quando tornerai a casa?
Tutto. Questa è una vita totalmente diversa da quella che facevo in Spagna. Ma soprattutto mi mancheranno i miei amici, i miei colleghi, le persone con cui, qui, ogni giorno condivido la giornata.

Consiglieresti lo SVE ad altri giovani? perchè?
Certo che si, e lo consiglierei soprattutto ai ragazzi che hanno finito le scuole superiori e che non hanno idea di che cosa vogliono studiare all’università. E’ un anno di riflessione importante in cui puoi capire che cosa vuoi fare da grande provandolo direttamente “sul campo”. Un anno in cui hai la possibilità di imparare tante cose, conoscere gente, situazioni, capire quello che ti piace e quello che no.
Ma anche fare l’esperienza una volta terminata l’università è utile: io ho scoperto tante possibilità che non pensavo esistessero, sono più cosciente della mia capacità e delle cose che mi riescono meglio. E soprattutto, ho capito in che cosa voglio specializzarmi.

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Presentati…
Sono Marta Szymkiewicz, ho 20 anni, vengo dalla Polonia.

Come mai hai scelto di fare una esperienza SVE? quali studi hai fatto?
Credo che ogni ragazzo che prende parte al progetto SVE sia spinto da qualcosa di diverso: a me, ciò che ha dato la vera spinta iniziale è stata la volontà di fare qualcosa di buono per gli altri. Ma lo SVE offre anche una grande possibilità di crescita personale.

Lo scorso anno, a maggio, ho terminato il liceo ad indirizzo biologico-chimico, e tutti i miei amici, i miei compagni di classe, hanno iniziato ad iscriversi all’Università. E li mi sono chiesta: come posso scegliere la facoltà da seguire se ancora non so che cosa voglio fare “da grande”? E così ho deciso di partecipare al progetto SVE.

Perché hai scelto Modena e l’ASVM come sede del tuo servizio?
L’ASVM collabora attivamente con circa 80 associazioni, e questo da la possibilità a noi volontari europei di poter seguire un sacco di progetti diversissimi tra loro e quindi di poter fare tantissime esperienze, molto varie. E proprio grazie a queste opportunità possiamo acquisire competenze diverse, in diversi settori.

Credi che sia un’esperienza che ti sta facendo crescere? Stai acquisendo competenze che poi potrai usure nel mondo del lavoro?
Sicuramente. Sto imparando che cosa significa essere indipendente e che cosa significa dover affrontare “da sola” tutte le sfide che questa esperienza ti pone davanti ogni giorno.

Imparare una lingua nuova, conoscere la cultura italiana, entrare in contatto con tante nuove persone, persone meravigliose che portano ogni giorno qualcosa di nuovo nella mia vita: questo è l’importante di questa esperienza, che mi porterò dietro per sempre. Quindi, si, credo che questa esperienza mi aiuterà a trovare un lavoro da sogno!

Cosa ti piace di più di questa esperienza? cosa di meno?
La cosa che più amo è conoscere gente da tutto mondo, con la loro lingua, la loro cultura. Lati negativi? Ancora non ne ho trovati…

Quanto ancora ti fermerai? 
Mancano ancora 3 mesi alla fine del mio progetto.

Cosa ti mancherà di più quando tornerai a casa?
Mi mancheranno tutte le belle cose che sto facendo con i ragazzi disabili, ma anche gli spettacolari banchetti con i ragazzi di Emergency. Mi mancheranno i sabati mattina con i cani del Canile Comunale e tutte le altre esperienze che sto portando avanti qui. Ma mi mancherà anche la cultura italiana: sono innamorata di questo paese, del vostro cibo, del gelato!

Consiglieresti lo SVE ad altri giovani? perché?
Ovvio che lo consiglierei: è un’esperienza unica che puoi fare solo una volta nella vita, ed è un’occasione da non perdere. Lo SVE ti da l’opportunità di sviluppare i tuoi interessi, la tua creatività, di conoscere persone diverse ed imparare una nuova lingua. Insomma, un vero trampolino di lancio…per la vita!