AVIS PROVINCIALE IN ASSEMBLEA: I NUMERI DELLA RACCOLTA 2015

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Con 52mila donazioni e 28mila donatori si registra un calo rispetto al 2014 dovuto all’adeguamento delle sedi, ma rimane il primato regionale. L’obiettivo è aumentare la raccolta e mantenere il radicamento territoriale e sociale della rete di volontariato.

Nel 2015 nel territorio modenese l’AVIS provinciale ha effettuato 52.560 donazioni, pari a quasi il 20% della raccolta regionale, da 28.593 donatori, il numero più alto tra le province dell’ Emilia Romagna. I dati della raccolta sono stati illustrati nella 55° Assemblea Provinciale dell’Associazione che ogni anno fa tappa in una delle principali sedi della provincia. Sabato 2 aprile è stata Carpi, con il patrocinio del Comune, ad ospitare l’Assemblea a cui hanno partecipato i delegati di tutte le cinquantuno sedi comunali del territorio modenese. I numeri complessivi del 2015 hanno registrato una flessione delle donazioni soprattutto nella prima parte dell’anno, a causa dell’ assestamento strutturale di diverse sedi per le conseguenze del terremoto, con un recupero nel secondo semestre del 2015, quando le sedi sono state riaperte. Il bilancio conclusivo indica quindi un calo nella raccolta dell’ 1,6%, con 857 donazioni in meno rispetto al 2014, di cui – 701 di sangue intero (2,1% rispetto al 2014) e – 156 di aferesi (0,8% rispetto al 2014). In diminuzione anche i donatori, 928 in meno rispetto all’anno precedente pari ad un 2,8%.

Nella sua relazione il presidente provinciale Maurizio Pirazzoli ha sottolineato lo straordinario sforzo di dirigenti e donatori nel recuperare i livelli di raccolta necessari per mantenere l’autosufficienza provinciale e mettere a disposizione unità di sangue anche per le zone carenti “I fatti drammatici di questi giorni hanno dimostrato ancora una volta – dichiara Pirazzoli – che gli avisini sono sempre pronti a stendere il braccio per rispondere ai bisogni delle persone. Il sangue si dona per la vita e non si versa, come avviene nelle strade d’Europa, per seminare morte ed incutere terrore.” Il presidente si è poi espresso in difesa del radicamento territoriale del sistema sangue in provincia di Modena: “La nostra presenza in tutti i comuni della provincia contribuisce a corrispondere al fabbisogno di sangue nei nostri ospedali e, nel contempo, costruire una comunità solidale. Per questo abbiamo voluto mantenere la nostra rete di raccolta e il nostro volontariato diffuso, così come vogliamo sostenere il sistema trasfusionale della nostra provincia che ha il suo fulcro nell’officina di lavorazione del sangue al Centro Trasfusionale di Modena, ben sapendo che le indicazioni regionali non vanno nella stessa direzione”.

Il Presidente della Provincia di Modena, Gian Carlo Muzzarelli, ha portato il saluto ed il ringraziamento di tutta la popolazione modenese: “Desidero   ringraziare, personalmente ed a nome di tutta l’Amministrazione provinciale, il presidente Maurizio Pirazzoli e tutti i volontari delle Avis comunali ed equiparate. So di interpretare oggi i sentimenti di riconoscenza di tutti i modenesi, dalla Bassa all’Appennino, nei confronti dell’AVIS, e di tutti coloro che vi operano, grazie al lungo e  meritorio impegno che da tanti anni l’associazione esprime, a tutela della nostra salute. Personalmente, sono fiero che il nostro territorio abbia realtà così attive, protagoniste del sistema di welfare e del benessere e tutela della salute dei nostri cittadini. I valori più profondi di cui siete portatori, con la vostra storia e la vostra azione quotidiana, sono la solidarietà, l’attenzione per le persone, il “prendersi cura” degli altri. E’ una passione civile che va coltivata e tramandata”. 

Il dottor Giovanni Ceccherelli, responsabile del Servizio di Medicina Trasfusionale del Policlinico di Modena, ha illustrato i dati dell’utilizzo del sangue: “Siamo riusciti nel 2015 a soddisfare il fabbisogno di tutta la provincia e anche a far fronte alle richieste del Centro Regionale del Sangue, nonostante il calo delle donazioni, che abbiamo gestito in continua sinergia con Avis. Siamo risultati anche i più grossi produttori e di plasma della regione, con 17.000 donazioni effettuate nel 2015. In prospettiva dovremo incentivare, anche varcando i confini provinciali, proprio la raccolta di plasma, altrettanto vitale e certamente non “di serie B” rispetto a quella del sangue”.

Per il 2016 il Piano Sangue della Regione richiede alla provincia di Modena la fornitura settimanale di 50 unità di globuli rossi. Sarà uno degli obiettivi da raggiungere, insieme a quello di portare a termine la sistemazione delle sedi ancora sospese tornare ai livelli di raccolta del 2014.