ONLINE I MATERIALI DEL CONVEGNO “IL CASO MAFIA CAPITALE. IL MONDO DEL TERZO SETTORE AI CONFINI DELLA LEGALITÀ”

Nella sezione “Attività” del sito www.forumterzosettoremodena.org è possibile scaricare i materiale del convegno promosso dal Forum Terzo Settore Modena il 16 febbraio 2016 “Il caso Mafia Capitale. Il mondo del Terzo Settore ai confini della legalità”

In molti campi, dal sapere alla produzione industriale, si impara anche dagli  errori. Enzo Ferrari aveva  nel suo ufficio una vetrina dove teneva, in bella evidenza, tutti i modelli ed i prototipi che avevano creato danni e problemi.

Nel Terzo Settore siamo fondamentalmente caregiver. Ma un dato che salta agli occhi è che nella nostra regione, per secoli a trazione Agricola, oggi,  contiamo più addetti (oltre 65000) rispetto alla filiera dell’Agroalimentare. Il nostro non è un prodotto finito,non ha le ruote,non sta in un blister, con un codice a barre e una data di scadenza,sottoposto ai più sofisticati controlli tecnologici, ma un insieme di servizi  di risposte ai bisogni,  di rapporti umani che ci piace tradurre come Beni Relazionali.

Certo è che anche nella produzione di beni relazionali  si possono commettere errori. Così come è indiscutibile il fatto che sotto l’ alone di benemerenza prodotto da tutto il mondo del no-profit(300.000 soggetti)  si annidino organizzazioni di Terzo Settore di dubbio o quantomeno insignificante impatto sociale. Ma i casi come quello di Mafia Capitale, che abbiamo presentato ieri,sono derive criminali dove anche il solo linguaggio dei protagonisti  tradisce, lede e vilipende la nostra parte sociale,il nostro patto. L’Alleanza tra chi pone valori e principi,non negoziabili, come premessa alla propria azione: volontaria,associativa o come si sta cercando di meglio definire di impresa sociale. Queste derive se non ben comprese,circoscritte e rese note, rischiano di vanificare e compromettere i legami fiduciari,culture e le buone prassi, anche con evidenti risparmi di spesa pubblica, costruiti nel tempo dal privato sociale. Da una ben definita e selezionata classe dirigente,che è un punto che ci interessa porre alla vostra attenzione , tra queste mura, da cui molta ne è uscita.

Negli ultimi vent’anni importanti leggi dello stato hanno di fatto riconosciuto e delegato il delicato compito alle Organizzazioni di Terzo Settore di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto l’uguaglianza e la libertà dei cittadini.

La classe dirigente che allora introdusse la nostra generazione a questi temi, era ben consapevole  dell’importanza e delle responsabilità a cui  questa missione ci avrebbe legati. Orientò l’ azione di agire imprenditorialmente nel sociale verso una completa trasparenza, che andava tradotta e pubblicamente rendicontata, non solo nei termini economici e di bilancio ma di benessere prodotto. Ed è quello che abbiamo sempre fatto e continueremo a fare.

Molti di noi,oggi presenti,possono ricordare lunghe discussioni, con Vittorio Saltini (tra i fondatori del Forum del Terzo Settore della provincia di Modena e promotore di diverse esperienze oggi protagoniste nel campo dell’inclusione sociale) in cui ci avvertiva dei pericoli e dei limiti di una cooperazione sociale  che, sulle ali della crescita , rivolgesse le sue capacità progettuale e innovativa al solo mercato pubblico e non portasse a sintesi,in un più ampio progetto imprenditoriale, il patrimonio dei reciproci riferimenti  storici, politici e culturali. Anche da queste sue intuizioni nacque l’esperienze del Consorzio Unitario di Solidarietà Sociale e i legami  con il mondo imprenditoriale for profit, che oggi si concretizzano  con il gruppo delle imprese socialmente responsabili ed in un più ampio orizzonte per i progetti  personalizzati di inserimento lavorativo dei lavoratori svantaggiati (ex art 4 legge 381/91).

 Anche altri percorsi sono stati  intrapresi e realizzati, a quasi tutti i livelli di responsabilità nel mondo del Terzo Settore.Come la parità di genere.Una leva fondamentale, essenziale nella  nuova classe dirigente. Aggiungiamo che per il Terzo Settore Modenese avere ospitato 170 studenti del Liceo Muratori per percorsi di tirocinio formativo è un ulteriore proiezione positiva  verso il futuro e le giovani generazioni.Non mancheremo di approfondire ed ascoltare le loro esperienze. Qui facciamo così.

Il tutto nella consapevolezza che abbiamo vissuto,viviamo e continueremo a vivere in Città Invisibili dove insiste un inferno “che abitiamo tutti i giorni,che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti :accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui:cercare e saper riconoscere chi e che cosa,in mezzo all’inferno,non è inferno,e farlo durare,e dargli spazio”

Il Portavoce del Forum provinciale del Terzo Settore
Albano Dugoni