UNIONE TERRE D’ARGINE, FONDO ANTICRISI 2015: RISULTATI DELL’INTERVENTO

Sono stati erogati tutti gli aiuti del Fondo Anticrisi stanziato dalla Fondazione CR Carpi e dall’Unione delle Terre d’Argine, per i cittadini del territorio colpiti dalla crisi occupazionale. In totale, sono stati assegnati 925.000 euro, 720.000 dalla Fondazione e 205.000 dall’Unione.

Sono state accolte tutte le richieste valide ai criteri del bando, risultate in sensibile contrazione: ne sono pervenute circa 200 in meno rispetto lo scorso anno. Gli aiuti erano rivolti ai cittadini residenti, da data antecedente il primo gennaio 2014, nei comuni di Carpi, Novi di Modena o Soliera, con una riduzione documentata del reddito a causa della crisi occupazionale e un’Isee inferiore ai 20.000 euro.

In totale, sono state 846 le famiglie del territorio che hanno beneficiato di un sostegno al pagamento delle spese: 623 a Carpi, 127 a Soliera e 96 a Novi di Modena. Il 53% dei contributi è andato a cittadini italiani. La maggior parte delle richieste riguarda nuclei con figli a carico (70,2%). L’età dei richiedenti si concentra nelle fasce di età tra 41 e 50 anni (36,4%) e tra 31 e 40 anni (27%), che insieme raggiungono oltre il 63%. Significativa è anche la fascia di età 51-60 anni, con un 21,3%. I nuclei famigliari con un ISEE (indicatore del reddito famigliare) inferiore a 7.500 euro sono stati il 72%, in aumento di 6 punti percentuali rispetto all’anno passato.

Come lo scorso, anche il bando 2015 ha previsto la canalizzazione degli aiuti. I contributi non sono stati consegnati alle famiglie ma si è provveduto a pagare direttamente i prodotti e le forniture, tra le categorie previste. Una modalità che ha consentito un maggiore controllo su quanto erogato e una mappatura dettagliata dei fabbisogni, dalla quale risulta che le richieste si concentrano sul pagamento delle utenze (gas, acqua, rifiuti, ecc…) che insieme quotano oltre il 42%, sulle spese alimentari (24%), su quelle condominiali (13,5%), e per i servizi e il materiale scolastico (12%), oltre che per le spese mediche e i tiket Asl (4,1%). Mentre le altre categorie (servizi anziani, formazione, trasporti, ecc…) risultano più minimali.

Da quest’anno, l’erogazione dei contributi richiede lo svolgimento di 50 ore di un’attività di pubblica utilità da parte di chi li riceve, quale modalità di restituzione dell’aiuto. Una novità accolta con favore dalle famiglie in difficoltà, che hanno visto in questa formula l’occasione di rendersi utili e in un qualche modo “sdebitarsi”, ma anche dalle associazioni e dagli enti, dove è possibile svolgere il servizio, passate in breve tempo dalle iniziali 45, prima dell’avvio del progetto, alle attuali 66. Il lavoro di coordinamento tra le persone da destinare e le necessità delle associazioni è in corso ed è svolto dall’Associazione Servizi Volontariato Modena, con particolare coinvolgimento dello sportello distrettuale di Carpi.

Al momento, dei 846 titolari di contributo economico ne sono stati contattati 187. Di questi, solo 7 non si sono resi disponibili a una prestazione di pubblica utilità e pertanto, come da regolamento del bando, sono stati esclusi dai prossimi Fondi Anticrisi. Il “reclutamento”, iniziato nel mese di ottobre, segue la fisiologica capacità degli enti e delle associazioni del territorio di assimilare nelle proprie attività queste nuove risorse. Dato il numero delle famiglie aiutate, la partecipazione ai lavori di utilità pubblica si svilupperà pertanto nei termini di una staffetta prolungata nel tempo.

In aiuto delle famiglie in difficoltà a causa della perdita o della riduzione del lavoro, attraverso il Fondo Anticrisi, dal 2010 a oggi, sono stati stanziati oltre 5 milioni di euro, 4,5 milioni dalla Fondazione CR Carpi e 760 mila dall’Unione delle Terre d’Argine.

DICHIARAZIONI

“Questo progetto si sta rivelando come una delle esperienze più significative sul fronte del contenimento del disagio prodotto dalla crisi occupazionale. È evidente che non è, e non potrà mai essere, uno strumento decisivo nel risolvere la congiuntura economica e le sue problematiche sociali. Ma per la sua particolare articolazione rappresenta un punto di riferimento nel panorama delle iniziative anticrisi e potrebbe costituire un modello per l’organismo nazionale delle Fondazioni bancarie italiane. Il Fondo, infatti, nel tempo, si è sviluppato e strutturato per rilevare con precisione le aree di bisogno delle persone colpite dalla perdita o dalla riduzione del lavoro e per traghettare quest’ultime fuori dal periodo di difficoltà che stanno vivendo, con aiuti sul reddito e con il loro reinserimento, attraverso l’impegno sociale, nella rete delle relazioni.”

Giuseppe SCHENA – Presidente Fondazione CR Carpi

“La Fondazione CR Carpi in questi anni ha provveduto a stanziare risorse che hanno contribuito a tutelare le persone e le famiglie colpite dalla crisi economica e per aiutarle a restare nel circuito lavorativo; il fatto che il contributo preveda quest’anno un impegno a favore della collettività mostra come non ci troviamo di fronte ad un’iniziativa assistenzialistica. Chi riceve un contributo economico derivante dal Bando anticrisi infatti si sta impegnando a seguire un progetto d’inclusione tramite la sottoscrizione di un patto sociale di Cittadinanza attiva. Rimarchiamo poi ancora una volta come positivo il fatto che la Fondazione attui questa iniziativa in stretta collaborazione con gli enti locali tramite un Bando, approvato dalla Giunta dell’Unione delle Terre d’Argine, e che vede l’impiego di risorse economiche messe in campo dagli stessi enti locali grazie a fondi della Regione”.

Alberto BELLELLI – Sindaco di Carpi, Luisa TURCI – Sindaco di Novi di Modena, Roberto SOLOMITA – Sindaco di Soliera

“Tramite questo progetto molti giovani e adulti disoccupati hanno la possibilità di dedicarsi al volontariato per accrescere le proprie competenze e sentirsi attivi nella società. In generale, è forte nella cittadinanza il desiderio di attivarsi per il prossimo, dal giovane all’anziano comune è la necessità, per motivi diversi, di sentirsi parte integrante delle azioni di crescita, di sostegno e di sviluppo della comunità, e in questo la crisi economica ha sicuramente influito soprattutto per le persone in età lavorativa. Mi preme sottolineare l’impatto sociale che questo progetto ha sulla comunità: le persone coinvolte, la cui età media si aggira tra i 40 e i 50 anni, hanno la possibilità di rimanere attivi all’interno della società, cimentandosi in vari ambiti, dal sociale allo sportivo al culturale, acquisendo nuove competenze che, virtuosamente, vengono poi restituite alla comunità. Questo processo consente la creazione di una rete, di esperienze, di saperi, di amicizie e contemporaneamente stimola le associazioni di volontariato a lavorare sulla propria capacità di accoglienza, all’insegna di un patto sociale di cui tutti possono beneficiare.”

Emanuela Maria CARTA – Presidente Associazione Servizi Volontariato Modena