L’amministrazione di sostegno a Modena. Tra esigenze di protezione e libertà di autodeterminazione di Emilia Grandi

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Dalla Prefazione a cura di Avv. Francesca Vitulo

Il Volontariato può intervenire prima dell’attivazione della procedura per la nomina dell’amministratore di sostegno attraverso un’attività di informazione, sensibilizzazione rivolta sia agli operatori, sia ai famigliari, sia ai terzi volontari. Il Terzo Settore può, inoltre, svolgere un ruolo importante nell’ambito dell’aumento delle occasioni di informazione sull’amministratore di sostegno promuovendo eventi e corsi ad hoc.

Ancora, il volontariato può operare dopo la nomina dell’amministratore di sostegno, offrendo opportunità di “sostegno informativo” all’amministratore stesso (la legge regionale prevede, ad esempio, la creazione di sportelli informativi).

Infine, uno dei ruoli più importanti il volontariato può svolgerlo nel momento in cui il Giudice Tutelare nomina un amministratore di sostegno terzo. La legge regionale valorizza, infatti, quale criterio preferenziale per candidarsi alla nomina come amministratore di sostegno volontario, la provenienza dal mondo del Terzo Settore.
Tuttavia, il prezioso ruolo del volontariato ben si concilia in rapporto sinergico con le istituzioni, insieme alle quali collabora in un’ottica di sussidiarietà e non in una prospettiva di sostituzione.

Amministrazione di sostegno e terzo settore sono, dunque, legati da un importante “filo rosso”: entrambi si muovono spinti dalla finalità di svolgere un’attività gratuita nell’interesse di una persona bisognosa di aiuto, partendo proprio dall’ascolto di quella persona e, se penso ai primi momenti, successivi all’entrata in vigore della legge 6/2004, ricordo di avere in più occasioni ascoltato relazioni in cui si parlava dell’amministrazione di sostegno come di “un diritto che parte dal basso” e ricordo che una delle prime persone con cui mi confrontai sul tema fu l’allora Giudice Tutelare del Tribunale di Modena, il Dott. Guido Stanzani, che ben aveva compreso la rilevanza e la carica innovativa della legge 6/2004, ben aveva compreso che si sarebbe concretizzato un cambio della cultura della protezione giuridica dei soggetti deboli.

Il “filo rosso” fra amministrazione di sostegno e volontariato trova un legame di appartenenza con le pronunce che hanno caratterizzato questi dieci anni di applicazione della legge 6/2004 presso il Tribunale di Modena: pronunce innovative, calate sui reali bisogni della persone, rispettose della volontà di ciascuno. Pronunce che rappresentano un vero e proprio esempio di “diritto dal basso”, di diritto vicino al cittadino.

Una versione cartacea del libro è disponibile nel catalogo NFC edizioni (www.agenzianfc.com) codice isbn 9788867260676.

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