VITA INDIPENDENTE, DISABILI FUORI CASA PER IL WEEKEND

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In un alloggio di via Euclide persone disabili sperimentano brevi esperienze di autonomia. Il progetto di Fondazione Vita indipendente in Commissione Servizi

A Modena, in un appartamento di via Euclide 80, piccoli gruppi di persone disabili possono trascorrere un breve soggiorno al di fuori del loro nucleo familiare per sperimentare un’esperienza di residenza in un contesto di vita tra pari nel fine settimana.

“Ci troviamo con gli amici” è il nome del progetto promosso dalla Fondazione Vita indipendente di cui fa parte anche il Comune di Modena insieme ad associazioni di volontariato del territorio che, a vari livelli, si occupano di disabilità (Aisla, Anffas, Aut Aut, Uildm, Insieme a noi) e all’Asp Charitas.

L’alloggio in cui ci si trova con gli amici, grazie al supporto di un gruppo di volontari e familiari che fungono da aiutanti nel fine settimana e di due guide che preparano i disabili all’esperienza, è stato inaugurato alcune settimane fa. L’iniziativa è stata presentata mercoledì 3 giugno dal presidente di Vita indipendente Benito Toschi, dal vice presidente Giorgio Prampolini e dall’architetto Gaetano Venturelli alla Commissione consiliare servizi presieduta da Tommaso Fasano.

“L’obiettivo del progetto – spiegano i referenti di Vita indipendente – che nasce non come un servizio, ma come un’esperienza in grado di offrire la possibilità di sperimentare abilità spendibili nella quotidianità e di offrire spazi di socializzazione e condivisione, è potenziare le capacità delle persone disabili a vivere fuori dall’ambiente familiare anche nell’ottica del ‘dopo di noi’, quando cioè non ci sarà più la famiglia a potersene occupare”.

L’opportunità viene offerta a gruppi di persone disabili adulte tra i 18 e i 50 anni che nella quotidianità vivono nelle rispettive famiglie e che hanno un sufficiente livello di autonomia e caratteristiche tra loro compatibili.

“La sostenibilità di quest’esperienza che favorisce il potenziamento dell’autonomia di persone disabili – aggiunge l’assessore al Welfare Giuliana Urbelli – e che come assessorato abbiamo sostenuto ritenendola un modello replicabile, costituisce uno dei principali punti di forza del progetto che è completamente gestito da volontari e familiari”.