IL TERZO SETTORE COME OPPORTUNITÀ

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Palazzina Pucci gremita per il convegno “La Riforma del Terzo Settore: un’opportunità per una comunità più solidale?” organizzato venerdì 22 maggio 2015 dall’Associazione Servizi per il Volontariato di Modena in collaborazione con Forum Provinciale del Terzo Settore di Modena e Cpp

Obiettivo: promuovere un momento di approfondimento e confronto con tutte le realtà locali del Terzo settore sulla riforma, il cui iter prevede la discussione in Commissione Affari Costituzionali del Senato che dovrebbe approvarne il testo entro metà giugno; seguirà il voto al Senato, quindi il testo tornerà alla Camera che dovrebbe approvarlo, se non già prima della pausa estiva, alla ripresa delle attività parlamentari.

«La prima cosa che abbiamo fatto è stato definire il terzo settore, in modo da dare ad esso una forte identità e definire un confine nel quale non a tutti e non tutti sono meritevoli di attenzione o la richiedono; quindi c’è un campo per la libertà di associazione e uno per gli enti del terzo settore che qui vengono riconosciuti», ha spiegato durante il convegno l’onorevole Donata Lenzi, deputata e relatrice al ddl delega sul Terzo Settore.

Quando parliamo di terzo settore i numeri possono essere di aiuto per spiegare la portata della riforma:sono infatti 300.191 le organizzazioni non profit operative in Italia, per un totale di 681mila addetti, 271mila lavoratori con contratti di collaborazione od altro, 5mila lavoratori temporanei, 19mila lavoratori con mandati o distaccati secondo i dati rilevati nell’ultimo censimento dell’Istat.

Durante la serata non sono mancati gli interventi dal pubblico sul fatto che il volontariato italiano rischi di vedere ridimensionate quelle attenzioni che gli dovrebbero essere riconosciute a ragione delle decine di migliaia di organizzazioni e dei milioni di volontari che ogni giorno fanno sentire la loro presenza radicata in tutto il Paese.

«La forza del volontariato è quella di presentarsi trasparente e pulito di fronte alle persone che aiuta e ai finanziatori quindi è fondamentale che ci siano maggiori controlli così come previsto dal ddl. È inoltre benvenuta una maggiore semplificazione per superare le difficoltà derivanti dai numerosi vincoli burocratici che talvolta ostacolano l’attività soprattutto delle piccole associazioni». Questa la voce del volontariato modenese che l’altra sera ha avuto la possibilità di dire la sua sulla riforma.

Ricordiamo che la legge delega si occupa di quattro oggetti: la riforma del codice civile in materia di associazioni e fondazioni; la costruzione e definizione di un codice del terzo settore; la riforma dell’impresa sociale e la riforma del servizio civile, che da servizio civile nazionale diventa servizio civile universale.

«Finora il Terzo settore ha avuto una definizione sociologica ed economica e con il codice del Terzo settore passeremo a una definizione anche normativa», ha spiegato il senatore Stefano Lepri.

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