ASSISTENZA DISABILI: AL VIA A MODENA UN PROGETTO DI VICINANZA ATTIVA

Posted on
Assistiti e assistente vanno a vivere nello stesso condominio, ne nasce una storia di solidarietà reciproca. Assessora Urbelli: “Esperienza innovativa da sostenere”
Maria, Maddia e Rossana sono tre associate alla Uildm affette da una grave patologia invalidante. Hanno un lavoro, una famiglia, amicizie e legami. E vivono nello stesso condominio di via Terranova, a Modena.
In passato hanno potuto contare sull’aiuto dei loro cari; da oggi potranno contare anche sulla famiglia della signora che assiste a tempo pieno una di loro e che, grazie alla collaborazione dell’Amministrazione comunale e della Cooperativa di proprietà indivisa che gestisce il condominio, ora abita nello stesso immobile.

Nasce per iniziativa della Uildm, Unione lotta alla distrofia muscolare, e con la collaborazione di Unicapi e del Comune un progetto di Vicinanza Attiva che vede coinvolte quattro famiglie in quella che è diventata una storia di solidarietà reciproca.

Il progetto, del tutto nuovo per Modena, prevede un maggior coinvolgimento delle persone addette all’assistenza attraverso la vicinanza fisica delle famiglie di assistiti e assistenti.

“Abbiamo accolto molto positivamente il progetto – afferma l’assessora al Welfare del Comune di Modena Giuliana Urbelli – che è sicuramente un’esperienza da sostenere e replicare perché raccoglie in sé diversi elementi particolarmente validi e innovativi. Innanzitutto, nasce da una proposta delle stesse persone che ne usufruiscono e che quindi giocano il ruolo di protagoniste nel percorso di assistenza. In secondo luogo, crea un circolo virtuoso di solidarietà reciproca che potrà interessare altri vicini di casa e rafforzare quella coesione sociale che riteniamo debba essere alla base del nostro sistema di welfare”.

Nel caso specifico, le tre signore associate alla Uildm e coinvolte nel progetto hanno preso atto che “con il progredire del tempo e delle nostre disabilità – affermano – rischiavamo di perdere parte della nostra indipendenza, della nostra autonomia e autodeterminazione anche perché gli stessi nostri nuclei familiari che ci hanno sempre sostenuto diventano più fragili”. Hanno provato, ragionando insieme, a trovare una soluzione che permettesse in un’ottica di solidarietà e sviluppo di rapporti di vicinato la soluzione di parte dei loro problemi. E la soluzione si è trovata.

Unicapi, che gestisce il condominio, ha realizzato interventi nello stabile per l’adattamento dell’accessibilità dei disabili, e l’Amministrazione comunale, che attraverso i Servizi sociali assegna parte degli alloggi del condominio, si è resa disponibile ad assegnare un alloggio in locazione, facendosi anche carico del deposito infruttifero previsto dal regolamento di assegnazione Unicapi.

In tal modo, la signora che già prestava assistenza a una delle tre si è trasferita con il marito e i figli nello stesso stabile. La vicinanza, oltre a facilitare il rapporto di lavoro e a garantire continuità all’assistenza, ha permesso di sviluppare un rapporto di buon vicinato in cui tutte le famiglie offrono anche gratuitamente uno scambio e le stesse persone disabili sono di aiuto, ad esempio, per i compiti dei bambini, mentre il marito della signora che presta assistenza si occupa spontaneamente anche di piccole riparazioni domestiche o di giardinaggio.