AVIS: CALANO LE DONAZIONI MA LA REALTÀ MODENESE È UN’ECCELLENZA

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Sabato 11 aprile 2015 si è tenuta a Formigine la 54^ assemblea provinciale dell’AVIS modenese alla quale hanno preso parte 255 delegati in rappresentanza dei 30.000 donatori di sangue della provincia di Modena.

Presente in tutti i comuni, l’AVIS nel 2014 ha raccolto 53.417 unità di sangue con un calo di 221 unità pari allo 0,41%. Andando a guardare i dati delle singole sedi, possiamo notare che sono 31 le sedi che segnalano un segno negativo mentre 20 fanno registrare un dato in crescita. “Il sangue raccolto – ha affermato nella propria relazione il Presidente Provinciale dell’AVIS Maurizio Pirazzoli – ha corrisposto in pieno alla copertura delle esigenze delle strutture sanitarie della nostra provincia.

 

Inoltre il nostro servizio trasfusionale è stato in grado di mettere a disposizione unità di sangue anche per le zone carenti”. La quasi totalità dei Punti di Raccolta AVIS della provincia di Modena, ossia 46, ha ottenuto nel 2014 l’accreditamento istituzionale, una garanzia che certifica il rigore e la qualità dei punti di raccolta modenesi. Si tratta di un risultato di straordinaria importanza che corona il lavoro fatto e consente all’AVIS di Modena di esaltare una delle proprie caratteristiche distintive: il radicamento territoriale. Le sedi AVIS sono luoghi di inclusione sociale, di solidarietà, di convivenza civile, di presenza democratica, attivi non solo come luoghi di raccolta del sangue, ma – come dimostrato – anche nei momenti delle emergenze e per ogni esigenza che richieda il concorso di gente generosa. “Per questo abbiamo declinato le parole d’ordine del Piano Sangue e Plasma Regionale: riduzione, concentrazione, razionalizzazione. Si razionalizza – prosegue Pirazzoli – ciò che è irrazionale, illogico, incoerente; noi crediamo che il sistema AVIS di Modena non lo sia mai stato e non lo sia adesso”.

Una seconda grande preoccupazione degli Avisini modenesi è la tendenza -come riportato dalla stessa AVIS modenese in una nota- alla clinicizzazione della donazione. La Regione, con proprie disposizioni calate dall’alto e senza alcun confronto -si legge nella nota- sottrae azioni ai volontari adeguatamente formati e le riserva al personale professionale, medici ed infermieri. Contestualmente impone alle AVIS, a loro spese, interventi strutturali sulle sedi che vanno ben oltre quelli richiesti dalle norme di legge. Umiliando i volontari, progressivamente esclusi dalle attività di sala prelievi, ed imponendo costi sempre maggiori ai gruppi comunali si mette seriamente a rischio la compatibilità economica del sistema AVIS della nostra provincia. Il programmato, futuro conferimento del sangue raccolto all’Officina Trasfusionale di Bologna è una ulteriore, grande preoccupazione dell’AVIS modenese, che vede nella nuova organizzazione la dispersione di un patrimonio di donazioni di cui si è avvalso da sempre tutto il sistema regionale e nazionale e che – ora – viene seriamente messo a rischio, poiché non tiene conto degli eccellenti risultati che l’organizzazione modenese ha saputo garantire. Una decisione, anche questa, calata dall’alto che diviene addirittura incomprensibile in un’ottica di creazione della provincia Modena – Reggio Emilia indicata come obiettivo di mandato dal Presidente della Giunta Regionale, Stefano Bonaccini nelle proprie dichiarazioni programmatiche presentate nella seduta di insediamento del Consiglio Regionale del 29 dicembre 2014. Su questo tema l’assemblea, unanime, ha votato uno specifico Ordine del Giorno con il quale si chiede al Presidente Bonaccini, al Sindaco di Modena e Presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Giancarlo Muzzarelli, ai Consiglieri Regionali dell’Emilia Romagna, espressi dalla provincia di Modena, che si prenda atto della attuale incompatibilità di quanto programmato con gli indirizzi più recentemente assunti dalla nostra Regione.

“Sono oltre 1.000 – ha concluso Pirazzoli, lungamente applaudito – i componenti gli organismi direttivi ed i Comitati di Coordinamento territoriali ai vari livelli. Oltre 650 i volontari impegnati per garantire il funzionamento delle sale prelievo con vari compiti. Una cinquantina i medici e circa cento gli infermieri impegnati nella gestione sanitaria dei donatori nelle varie sedi. Trentamila donatori e 53.000 Unità di sangue raccolte. L’AVIS provinciale Modenese ha nel radicamento territoriale e nel volontariato diffuso le proprie caratteristiche distintive. Vogliamo mantenerle. Vogliamo consolidarle. Così come le hanno costruite Lino Smerieri, Emo Valenti, Erasmo Baldini, Aldo Costa e gli altri grandi padri di questa grande associazione di volontariato”.