IL CONSIGLIO COMUNALE DI MODENA CHIEDE UN PIANO PER L’ECONOMIA SOLIDALE

Posted on
Elaborare, entro un anno, un primo Piano sperimentale per la promozione dell’Economia solidale sul territorio, con la collaborazione degli attori e delle reti già attive, privilegiando, laddove possibile, una programmazione sovra-comunale, preferibilmente afferente alle Unioni di Comuni.

È ciò che chiede il Consiglio comunale di Modena alla Giunta Muzzarelli con l’approvazione, nella seduta di giovedì 15 gennaio, di un ordine del giorno sull’economia solidale

Si intendono parte dell’economia solidale, ad esempio, i Gas (Gruppi di acquisto solidale), il commercio equo-solidale, diverse forme di scambio e baratto, le banche del tempo o forme di monete alternative, il co-housing, housing sociale o l’autocostruzione, i produttori che garantiscono criteri etici, ambientali o prodotti biologici, le associazioni che fanno attività marginali commerciali nell’ambito del recupero e riuso, le diverse forme di finanza etica.

“Questo fenomeno, allo stesso tempo sociale ed economico – si legge nel documento – risulta tanto più interessante in questo periodo di grave crisi economica, anche al fine di promuovere nuove attività contro la disoccupazione, per promuovere l’occupazione giovanile e per caratterizzare nel segno della sostenibilità socio-ambientale l’auspicabile ripresa e lo sviluppo del territorio modenese”. La mozione evidenzia inoltre che “accanto e insieme a queste attività si stanno creando nuove e inedite forme di coesione sociale in grado di rispondere, seppur parzialmente, ai nuovi bisogni delle famiglie e delle persone a rischio di povertà o comunque nell’area della vulnerabilità sociale”.

Nel dettaglio, secondo il documento, si dovrà valutare la fattibilità della legge regionale per la promozione e il sostegno dell’economia solidale, facilitare collaborazioni e sinergie tra i soggetti dell’economia solidale e altri progetti o iniziative presenti sul territorio, come la rete dei commercianti aderenti alla certificazione “Etico e tipico” o il Club della Rsi (Responsabilità sociale d’impresa). Andrà inoltre favorita la collaborazione tra la rete di economia solidale e gli uffici tecnici del Comune per la ricerca fondi e partecipazione a bandi pubblici, in particolare per la programmazione UE 2014-2020, e per facilitare l’attività di comunicazione e promozione, ricerca e acquisizione di spazi e sedi.

Con l’ordine del giorno, infine, il Consiglio si impegna a verificare e, se necessario, aggiornare lo Statuto comunale e la normativa regolamentare locale, “affinché i soggetti dell’economia solidale attivi sul territorio siano riconosciuti nella loro specificità e sia valorizzato il loro operato”, e ad approfondire, attraverso il lavoro delle Commissioni consiliari e degli uffici tecnici, il tema della economia solidale sul proprio territorio, realizzando una ricognizione e una mappatura dei soggetti attivi in tale ambito “anche al fine di favorire forme di collaborazione con la Pubblica Amministrazione”.