OLTRE I MURI

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Intolleranza? Discriminazioni? Disuguaglianze economiche o sociali?Dopo il crollo del Muro di Berlino, che per 28 anni ha diviso una città, un Paese, il mondo intero, “quali muri devono ancora essere abbattuti in Europa?”.

È la domanda che sta girando sui social network dell’amministrazione comunale di Modena in attesa di celebrare la caduta del Muro avvenuta nel 1989, che anche Modena festeggerà domenica 9 novembre. Per la città, che all’interno della Galleria Europa, al piano terra del Municipio, ospita un frammento del Muro di Berlino donato al Comune di Modena, sarà l’occasione per riflettere sullo stato di salute e sul futuro dell’Unione europea insieme a ospiti importanti ed esperti di politiche europee.

 

Ma l’anniversario sarà per la cittadinanza modenese, come per quella tedesca ed europea, anche un’occasione di festa che vedrà l’inaugurazione di una mostra, proiezioni di filmati storici, letture e, soprattutto, la diretta televisiva da Berlino della grande manifestazione Lichtgrenze che andrà in scena nella capitale tedesca.

Al tramonto, da piazza Grande si potrà seguire la “liberazione” del muro di palloncini luminosi installato nei giorni precedenti sull’ex confine che divideva la Germania dell’est da quella dell’ovest.

Inoltre, all’esterno della Galleria Europa di piazza Grande, saranno esposte, per renderle a tutti visibili, le risposte all’interrogativo “Quali muri devono ancora essere abbattuti in Europa?” lanciato dall’hashtag dedicato (#MuroBerlino25) sui social network facebook e twitter.

Le iniziative in programma sono organizzate dal Centro Europe Direct del Comune di Modena – Ufficio Politiche europee e relazioni internazionali (www.comune.modena.it/europedirect). Presso il Centro, in Galleria Europa, è anche possibile vedere una porzione originale del Muro di Berlino, conservata come simbolo della rivoluzione pacifica del 1989.

A proposito di muri da abbattere, ricordiamo il progetto del Csv di Modena Oltre i Muri organizzato ogni anno ad ottobre con la collaborazione di numerose associazioni del territorio che punta – attraverso una campagna di sensibilizzazione capillare – a creare un contesto sociale più inclusivo e ad abbattere il pregiudizio e l’isolamento con cui si scontra chi soffre delle patologie degenerative legate all’età, di disagio psichico, chi è sieropositivo o malato di Aids, ancora chi porta su di sè i segni di un ictus cerebrale o chi più in generale è anziano o solo.